Catalogo dei MILLENNIAL #75: Anna Ascani. La tua enciclopedia dei millennial

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16 Aprile 2020
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Chi è Anna Ascani, la viceministra resa umana dal coronavirus

NOME Anna Ascani
LUOGO NASCITA Città di Castello (Perugia)
DATA NASCITA 17 ottobre 1987
SETTORE Politica
NAZIONALITÀ Italiana
MILLENNIAL FACTOR Mammona

Chi è

È la viceministra dell’Istruzione italiana e la vicepresidente del Partito Democratico. È deputata parlamentare già da due legislature. Nel 2016 Forbes l’aveva inserita tra i trenta personaggi under 30 più influenti della politica europea. Eppure non si è mai parlato tanto di lei, come quando è guarita definitivamente dal coronavirus. Per la millennial Anna Ascani questo caos potrebbe trasformarsi un giorno in un’opportunità.

Non si tratta di essere meschini, cavalcando una disgrazia, ma realisti. La malattia l’ha resa definitivamente umana. Nonché mainstream, che non guasta. Anna non è più la precoce ragazza umbra che a soli 18 anni è candidata al consiglio comunale della sua Città di Castello, né quella sulla quale la direzione Dem punta affidandole ruoli di responsabilità. Anna ora è la politica che si è messa in isolamento preventivo dopo che Nicola Zingaretti (segretario Pd) è risultato positivo. E, come una persona qualsiasi, ha passato la sua quarantena con la paura e l’incertezza sul suo stato di salute e la conclamata solitudine. Ancor più dopo essere risultata positiva e sintomatica al covid-19.

Lei, laureata in filosofia, giocava Fifa alla Play Station, guardava la Casa di Carta su Netflix, si godeva le sfide di Quattro ristoranti, provava a leggere dei libri a fatica. E la cosa più bella di tutte, come se non appartenesse all’attuale panorama politico mondiale, è che queste cose le faceva per i fatti suoi, senza sbandierare la sua normalità con dirette social ogni giorno. Quotidianità rivelata solo in un’intervista rilasciata al Corsera una volta guarita del tutto. Prima di riprendere a lavorare. Anacronistica, forse tanto quell’idea di rivitalizzare il Pd con la sua corrente ‘Energia Democratica’.

I post mammoni in quarantena

Sui social network, oltre ai post semi istituzionali, Anna si è limitata a pochi e mirati messaggi per informare sulla sua malattia e le sue emozioni. «Quando sarà passato – ha scritto su Instagram – ho già deciso che andrò dietro casa a prendere un po’ d’aria, dove mio fratello sta tagliando l’erba, dove ci sono gli alberi sui quali mi arrampicavo da piccola facendo infuriare mia nonna. Andrò a riprendermi qualcosa di familiare. E appena si potrà andrò ad abbracciare la mamma. Quindi tornerò al Ministero perché il mio lavoro mi manca e voglio tornare al più presto a fare la mia parte».

«Sto da quasi un mese ormai nella mia casa di Città di Castello, che è bella anche se è grande poco più di 50mq. Le uniche persone che vedo, fuori dalle videochiamate, le vedo dallo spioncino, quando lasciano la spesa o qualche medicinale fuori dalla porta. Ho passato gran parte della mia vita a centinaia di km dalla mia famiglia, per studio e per lavoro. Ma sapevo che mi sarebbe bastato prendere un treno per abbracciare mia mamma. Forse per questo sono tornata sempre poco. Adesso siamo a pochi metri, ma non posso neanche guardarla negli occhi e la cosa che vorrei di più è tornare nella mia storica cameretta a casa dei miei. Non è facile stare lontani da chi si ama. Quando non si sta bene e si ha un po’ paura non è facile stare soli». Da vera millennial, Anna sa essere mammona e autonoma al tempo stesso. Umanamente.

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