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Catalogo dei MILLENNIAL #117 Chloé Zhao. La tua enciclopedia dei millennial

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1 Marzo 2021
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Chi è Chloé Zhao, la regista cinese lanciatissima per il premio Oscar

NOME Chloé Zhao (Zhao Ting)
LUOGO NASCITA Pechino (Cina)
DATA NASCITA 31 marzo 1982
SETTORE Cinema
NAZIONALITÀ Cinese
MILLENNIAL FACTOR Globale, Creativa

Chi è

La sensazione è questa: Chloé Zhao fa cinema e lo fa bene ma il suo lavoro – per il momento e per fortuna – è molto più vicino al documentario sociologico d’autore che ai colossal stellari di Hollywood. Eppure è la favorita numero uno per la vittoria del premio Oscar come miglior regista nel 2021. Una posizione conquistata a suon di riconoscimenti: Leone di Venezia (2020) e quello di miglior regista ai Golden Globe (2021), seconda donna nella storia insieme a Barbra Streisand.

Chloé Zhao ha poi un’altra curiosa caratteristica. È cinese ma, tratti sommatici esclusi, nel suo modo di agire e fare, perfino nei gusti, e quindi nell’impronta che hanno i suoi film si respira quasi esclusivamente aria occidentale. La sua, lo ha detto lei stessa durante diverse interviste, è una passione totale per l’Occidente. Un desiderio, questo sì, definito e formato fin dall’adolescenza. L’aspirazione cinematografica, invece, sorgerà dopo.

Proprio spinta da quella voglia di culture “esotiche”, come lo erano per lei quella europea e quella statunitense, già da ragazzina va studiare a Londra. Poi Los Angeles, Massachusetts e infine New York. Tanto studio: dalle arti liberi, alle scienze politiche al – finalmente – cinema. E tanto lavoro. La carriera da regista di questa millennial è nata e cresciuta così, un po’ nomade.

Forse proprio questo spirito libero e allo stesso tempo ponderato è quello che rende i suoi lavori unici. Cortometraggi, poi cinema indipendente: spesso nelle sue pellicole gli attori sono persone comuni che con Chloé Zhao riescono a trasformarsi in animali da “palcoscenico”. Avviene così nei suoi tre, finora, lungometraggi: Songs My Brothers Taught Me, The Rider – Il sogno di un cowboy (The Rider) e Nomadland.

Nomadland, in particolare, è già un film pluripremiato. Il peso di Venezia e del Golden Globes per miglior pellicola drammatica sono un biglietto da visita brillante per la serata dei premi Oscar. Attesa condivisa con la regista, che è anche co produttrice del film. Ed ha già la coda di produttori pronti ad affidarle la regia delle loro macchine milionarie. Come Marvel Studios per un film sugli Eterni.

Niente ma niente male per Chloé Zhao, che da buona millennial ha capito cosa voleva fare solo dopo un lungo tuffo nel mare della sua incertezza interiore. Chloé, che ha detto esser diventata regista perché non aveva altri talenti, se non quello di «coordinare i professionisti», il giorno della premiazione ai Globes ha dedicato il suo successo a quelli che si rispecchiano in Nomadland, «un pellegrinaggio attraverso il dolore e la guarigione».

 

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