25 novembre 2022, i numeri della violenza: nuovo anno, stessa storia

25 Novembre 2022
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25 novembre 2022 – Giornata internazionale contro la violenza sulle donne

Un altro anno è passato, ma la violenza sulle donne pesa ancora come un macigno sulla nostra società.

I numeri parlano chiaro: una donna ogni tre giorni in Italia è vittima di femminicidio, ogni quindici minuti è vittima di violenza, di stalking, di maltrattamenti, di stupri. L’85% di questi reati sono commessi per mano di partner, di mariti, di ex.

Una donna ogni tre giorni: questa è la cruda realtà italiana.

Violenza sulle donne: come siamo messi in Italia?

Da inizio 2022 in Italia si sono registrati 273 omicidi, di cui 104 con vittime di genere femminile. Di queste 104, 88 sono state uccise in ambito familiare/affettivo e tra queste 88, 52 hanno trovato la morte per mano o del partner attuale, o dell’ex partner: la storia si ripete.

È vero, rispetto al 2021 il numero di femminicidi è sceso del 6%, ma possiamo considerarci soddisfatte/i di tale risultato? È ovvio che la risposta debba essere negativa. Per quanto leggermente in calo, infatti, la situazione italiana rimane allarmante e per l’ennesimo anno ci si ritrova il 25 novembre a mostrare le scarpette rosse e a chiedersi: che cosa è andato storto? Che cosa, effettivamente, non ha funzionato? Come sta andando concretamente la lotta contro la violenza di genere? A quanto pare, non sufficientemente bene.

Imparare a parlare di violenza è la prima prevenzione

Una debole prevenzione, una debole informazione, un impegno che pare non essere mai abbastanza, una lista che di anno in anno si carica di nomi e di anime: la lotta alla violenza sulle donne non deve mai cessare di esistere. Decidere di lottare contro la violenza sulle donne significa decidere di utilizzare anche e soprattutto le giuste parole: per parlarne, per fare informazione, per raccontare verità, per imparare anche ad ascoltare, per offrire fiducia, per staccarsi dalla pericolosità degli stereotipi.

Le parole sono cariche di significati e laddove se ne faccia un uso scorretto, le conseguenze possono essere disastrose: “Si dice che il minimo battito d’ali di una farfalla sia in grado di provocare un uragano dall’altra parte del mondo” – pensate dunque che cosa possa provocare una parola sbagliata, una parola mancata o una mala informazione? A voi la risposta.

L’importanza di comunicare la violenza di genere

È fondamentale, in primis, comprendere la vera natura della violenza maschile nei confronti delle donne: perché gli uomini uccidono le donne, le loro donne? Che cosa li spinge a farlo? Non si tratta di raptus di rabbia, tantomeno di azioni dovute a problemi psicologici o a problemi legati alla sicurezza: il problema è da sempre culturale. Molto spesso (troppo spesso) sono proprio i media a raccontare in modo sbagliato i femminicidi; spesso questi sono giustificati attraverso le parole che li raccontano. Si associano all’amore e si trasformano pericolosamente in favole oscure, dove la tendenza a ricercare in continuazione un movente miri a fare sembrare l’atto una conseguenza legata alle scelte che la donna “x” ha compiuto. Spoiler: non esistono moventi dietro un femminicidio, non esiste patologia alcuna che possa giustificare l’atto, come non esiste il “caso isolato” o l’evento “straordinario”.

Il femminicidio è la punta di un grande iceberg, il culmine di un continuum di violenze che, spesso e volentieri, agiscono a bassa voce.

E se questa voce iniziasse ad alzare il volume? E se questa voce potesse risuonare in lungo e in largo in tutto il mondo? Se cominciasse a essere ascoltata senza pregiudizi, senza giudizi, senza poca fiducia e ricorrenti punti di domanda? Se quella voce, troppe volte rifiutata, finalmente esplodesse?

Una donna che sceglie di denunciare va ascoltata, ma una donna che decide di non farlo va capita, non va giudicata: la violenza va fermata sul nascere.

Ripetiamolo insieme: non sono le donne che devono imparare a difendersi. Il diritto di esistere e di essere: l’unica vera libertà.

Che cosa fare in caso di violenza

Se stai subendo violenza, se ti trovi in una situazione di difficoltà chiama il numero 1522. Il servizio telefonico, attivo 24 ore su 24, è gratuito sia da rete fissa, sia da rete mobile. Non avere timore, denuncia, non sei da sola.

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