Millennial Galateo: 4 divieti cinesi di un’assurdità imbarazzante

The Millennialist
16 Giugno 2017
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La cultura cinese ha tramandato al suo popolo importanti tradizioni, ma anche un discreto numero di stronzate, bizzarri pregiudizi e divieti cinesi per eccellenza. Del resto quando si tratta di tradizioni e scaramanzie assurde, nessun popolo è al riparo.

Comunque ecco qui 4 robette assurde e proibite che non potete non sapere se andate in Cina e se dovete avere a che fare con i cinesi.

Non desiderare Brad Pitt
Nel 1997, l’attore ha recitato nel film Sette anni in Tibet, una nota pellicola di propaganda anti-cinese. La questione tibetana rappresenta una delle “controversie” per cui la Cina tende ad irrigidirsi in modo scomposto quando qualcuno ne parla o ci fa sopra un film. Ecco che essendone protagonista nei panni di un vecchio nazista leggermente rincoglionito che vomita quando mangia il burro di yak, Brad Pitt è stato inserito nella black list del paese.

Non ci scommettere
Vi trovate in Cina e volete recarvi in un casinò? Fate prima a prendere il treno per Ulan Bator, dove peraltro le sale giochi pullulano di cubiste alte e corpulente. Perché in Cinba non troverete un solo tavolo verde. Il paese vieta il gioco d’azzardo in ogni sua forma, compresi i gratta e vinci e le tombole dei Cral aziendali. Tuttavia, c’è un’enclave, la regione di Macao che ha un’amministrazione straordinaria. È lì che la piccola borghesia va a schiumarsi tutti i risparmi di un anno.

Gelsomino oppio dei popoli
I cinesi non possono piantare gelsomini per terra, nemmeno nei loro giardini privati: si tratta infatti di fiori altamente banditi dal paese. Il motivo è la Rivoluzione dei Gelsomini, avvenuta in Tunisia e nei paesi del Mediterraneo nel 2011 e ispiratrice di grandi rivolgimenti politico-militari-diplomatici. I cinesi sono meno levantini, ma per evitare casini (oltre ai casinò) è salutare evitare di ispirarli con adunate sediziose a base di fiori profumati. Le autorità cinesi tra l’altro, hanno proibito tutto ciò che ha a che fare con il fiore, comprese le magnifiche composizioni di tè da far sbocciare dentro le teiere trasparenti.

Bing Bang, Yn Yang, Zhang Zhang. È giallo.
Non no è un passo di Filippo Tommaso Marinetti ma di un dadaismo politico inspiegabile: i cinesi non possono guardare la sitcom americana The Big Bang Theory e il meraviglioso personaggio di Sheldon Cooper. A dire il vero, non sappiamo neanche il perché. Quello che sappiamo è che le autorità cinesi ritengono che il contenuto della serie televisiva potrebbe scatenare violenze e rivoluzioni. Pare invece del tutto legittimo trasmettere Il commissario Montalbano. iL motivo? È un vero giallo.

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