Alla ricerca del tempo perduto di Proust: la lettura più millantata del cosmo

29 gennaio 2019
11 Condivisioni 185 Visualizzazioni

Vi illudete se pensate che questo articolo vi consiglierà a cuor leggero di leggere Alla ricerca del tempo perduto (À la recherche du temps perdu) di Proust. Non illudiamoci, chi ha il tempo di leggere sette tomi, che vanno dalle trecento alle seicento pagine, quando dobbiamo terminare le nostre serie tv, andare in palestra, giocare col cellulare e farci le unghie?

Per cui oggi analizzeremo il motivo per cui Alla ricerca del tempo perduto rappresenta lo scheletro nell’armadio di quasi tutti i lettori, la lettura più millantata, il mostro che non osiamo nominare.

So che mi chiederete dell’onestà intellettuale prima di cominciare.

L’ho letta? Sì, l’ho letta.

L’ho capita? Non ci giurerei.

La rileggerei? No, non tutta, perché a tratti è mortalmente noiosa.

Dovete sapere che Proust scrisse Alla ricerca del tempo perduto tra il 1909 e il 1922, impiegò cioè tredici anni. Ciò vi autorizzerebbe a impiegare altrettanto tempo per leggerli, nessuno vi insegue.

Ciò che non sapete è che soprattutto il primo e il secondo volume (La strada di Swann e All’ombra delle fanciulle in fiore) sono narrativamente molto accattivanti. Si leggono con relativa scorrevolezza.

Infatti è come se l’intera opera diventasse più complessa col procedere dei volumi, e questo perché si accompagna a una maturazione dell’autore e del suo stile.

La Recherche è quindi una specie di esperimento narrativo, analizza il tempo ma pure la capacità di raccontarlo, anche se a volte (ammettiamolo) tutto ciò può rivelarsi tortuoso.

In conclusione, quindi vi direi di leggere almeno il primo volume, che racconta l’infanzia di Proust (la famosa madaleine inzuppata nel tè, ve la ricordate vero?!) e anche le vicende di Swann, un ricco borghese dongiovanni ma simpatico che alla fine si innamora e sposa una prostituta di alto borgo, ai tempi avrebbero detto “una cocotte”.

Una volta letto il primo volume potrete con orgoglio affermare che sì, l’intera Recherche ancora vi manca ma avete mosso i primi passi e che Swan è un simpatico marpione. State certi che sarà molto più di quanto abbiano letto tutti quelli che vi circondano e soprattutto sarà la sacrosanta verità!

 

LEGGI ANCHE:

Il Diario di Anna Frank: una testimonianza vivissima e sincera dell’assurdo

Il libro La sovrana lettrice trasforma Elisabetta II in una topa da biblioteca

Perché Il grande Gatsby è uno dei libri più equivocati dell’ultimo secolo