L’arte a Milano non ha paura di nessuno: sfida Frieze di Londra e Biennale di Venezia

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28 Ottobre 2019
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Londra durante la settimana di Frieze Art diventa la regina indiscussa dell’arte a livello mondiale. Eppure Milano l’ha sfidata.

Normalmente nessuno osa proporre negli stessi giorni mostre o fiere visto il potere attrattivo della capitale britannica. Il mondo dell’arte è un po’ una tribù, una sorta di branco che migra in date precise a cadenza annuale tra fiere e manifestazioni. Alcune negli anni hanno lentamente acquistato visibilità mondiale, altre l’hanno persa. Il fenomeno MiArt, ad esempio, è in sempre maggiore crescita, Bologna ArteFiera, al contrario, arranca da qualche anno.

Sono quindi rimasto sorpreso quando ho visto che la terza edizione di GrandArt si sarebbe svolta nella città meneghina esattamente in concomitanza col Frieze.

Organizzata dall’Ente Fiera Promoberg e da Media Consulter si è tenuta, come sempre a The Mall in piazza Bo’ Bardi. La giuria di The Bank Contemporary Art ha premiato Gianluca Corona col dipinto Convivium (nella foto) della galleria Salamon. In controtendenza coi più recenti riconoscimenti conferiti in altre manifestazioni, qui è stata premiata l’arte pittorica. Realista nelle sue rappresentazioni, Corona ha trasposto oggi, in chiave contemporanea, un tema caro al seicento, quello delle nature morte.

Tanti gli espositori ed ottima la partecipazione. Da segnalare la galleria Federico Rui Arte Contemporanea.

Milano, non contenta di competere con Frieze London, la settimana successiva ha provato anche a competere con Venezia. È stata, infatti, inaugurata la seconda edizione della Biennale di Milano.

A parte il nome si tratta di una kermesse completamente diversa da quella della città lagunare.

Presentata da Vittorio Sgarbi, la manifestazione ha come scopo quello di dare la possibilità ad ogni artista di poter esporre in una rassegna organizzata con un buon impatto mediatico.

Tanti gli esordienti e tante le donne. Da segnalare tra gli scultori Felice Rufini e tra i pittori Marco Locci e Miriam Rizzo, con le sue opere fortemente materiche.

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