Addio a cinema, teatri e concerti. Ma quanto è prezioso il mercato culturale in Italia?

Redazione
30 Ottobre 2020
185 Visualizzazioni

Tra i più esposti ai venti della pandemia covid 19, ci sono i lavoratori del mondo dello spettacolo (cinema, teatri, musica). Sono stati i più penalizzati ‘al primo giro’ e sembrano andare incontro alla stessa fine ‘a sto giro’.

I millennial sono tra i principali fruitori di cultura ma quanto incide il mercato culturale in Italia? Quanti soldi resteranno nei portafogli degli spettatori e quanti in meno ne entreranno nelle tasche dei professionisti di questo settore così fondamentale per i nostri sensi?

Perché si chiudono i teatri?

Se ne è occupata Truenumbers che ha deciso di approfondire la questione alla luce dell’ultimo Dpcm, quello firmato dal premier Giuseppe Conte il 25 ottobre per contenere il coronavirus che ha di fatto chiuso pure i teatri. Anche se secondo i dati dell’Associazione Generale Italiana dello Spettacolo,  che ha monitorato la situazione, su 347.262 spettatori in 2.782 spettacoli osservati nel periodo che va dal giorno della riapertura dopo l’isolamento – 15 giugno – ad inizio ottobre, si è registrato un solo caso di contagio da covid.

Una chiusura, come dicevamo, che rischia di mettere in crisi il settore anche se nell’ultimo anno gli incassi a botteghino sono aumentati dell’11,19%. Nel 2019 la SIAE ha registrato 3.406.958 eventi tra spettacoli lirici, teatrali, concertistici, di balletto, circensi e cinematografici. E facendo un confronto con l’anno precedente, si sono tenuti 77.171 spettacoli in più (+2,32%), si sono registrati 13.545.847 (+11,38%) ingressi in più e la spesa al botteghino è aumentata di 116.908.841,73 euro (+11,19%). Per niente male.

Si va molto al cinema e poco ai teatri

Anche se l’offerta in generale è molto sbilanciata: è costituita per il 95,25% da spettacoli cinematografici, per il 3,08% da spettacoli teatrali, per lo 0,66% da spettacoli circensi e viaggianti, per lo 0,63% da spettacoli concertistici, per lo 0,26% da spettacoli di balletto e per lo 0,11% da spettacoli lirici.

Ma i teatri vendono molto bene

Osservando i dati del botteghino osserviamo che per partecipare agli eventi di spettacolo il pubblico ha pagato, sul totale della spesa pari a 1.161.831.736,90 euro, solo il 57,48% dell’importo per gli spettacoli cinematografici. Si riequilibrano, invece, i ricavi degli altri eventi. Alla fine il 23,26% dei guadagni da botteghino va agli spettacoli teatrali, il 9,67% agli spettacoli lirici, il 4,90% a quelli concertistici, il 3,20% agli spettacoli di balletto e solo l’1,48% spettacoli circensi e viaggianti.

Quanto è preziosa la cultura in Italia?

La cultura dà da mangiare a molti anche in Italia. Per quanto riguarda il numero degli occupati di questo settore, il rapporto 2019 di Unioncamere e Fondazione Symbola, stima un totale di 959 mila lavoratori, pari al 3,8% sul totale dell’economia in Italia, ai quali vanno aggiunti i lavoratori occasionali di cui il mondo dello spettacolo fa spesso uso.

Secondo lo stesso studio al Sistema produttivo culturale e creativo, nel 2018 si deve il 6,1% del valore aggiunto italiano, oltre 95,8 miliardi di euro. Inoltre, considerando anche l’effetto positivo che il settore esercita sulle altre attività economiche, per esempio sul turismo e i trasporti, si stima un valore che tocca addirittura 265,4 miliardi di euro prodotti dall’intera filiera culturale, il 16,9% del valore aggiunto nazionale.

Non c’è che dire, i protagonisti di questo mondo fantastico – ma non sono gli unici -ne hanno di che lamentarsi. Il coronavirus uccide anche così.

Grafiche di Truenumbers.it

Leggi anche: