Un botto di cervelloni che studiano i bitcoin dicono che i millennial affossano le banche

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6 Settembre 2017
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Un anno fa Facebook IQ, un team di ricercatori, scienziati e analisti hanno pubblicato una ricerca: “Millennials + money: The unfiltered journey” . Dove spiegano il comportamento e le opinioni dei 25-30enni nei riguardi dei bitcoin e degli strumenti di credito, erogati dalle banche. Che disastro!

Come lo abbiano fatto, non si è ben capito. Forse hanno seguito e intervistato pattuglie di millennial nei baretti di San José (Silicon Valley) mentre giocavano a briscola con i bitcoin.

Sta di fatto che hanno scoperto che ben il 92% dei millennial non si fida delle banche.

Che ci sia un sentimento negativo (fondato o non fondato) quando si parla di banche e strumenti finanziari classici è evidente per tutti. I millennial però si sentono manipolati o trattati come utenti di serie B.
Sì ok, sarà anche che è una generazione lamentosa e blablabla, ma una delle critiche più forti fatte al mondo bancario è che sia rimasto indietro “tecnologicamente”. E che non sappia tenere il passo con le esigenze dei più giovani, esigenze che si sono evolute come si è evoluta la società.
Facebook IQ ha scoperto inoltre che una vasta maggioranza dei millennial sta abbracciando soluzioni alternative. Se non ancora disponibili, si informa per cambiare.

Ecco infatti emergere grande interesse per il FinTech, probabilmente il prossimo ambito in cui avverrà una cosiddetta “disruption”, con tutti i nuovi strumenti per l’accesso al credito: dal crowdfunding al pagamento peer-to-peer, è tutto pronto per una nuova rivoluzione. E gli istituti di credito al momento arrancano, soprattutto in Italia. Infatti, solo ultimamente le banche si son dotate di applicazioni quanto meno decenti per l’utilizzo dei servizi bancari in mobilità (il 49% dei millennial usa solo l’app per operazioni finanziarie), ma nel frattempo son state già superate per il pagamento del microcredito: app come l’italiana Satispay va fortissimo ed è praticamente leader nel settore.

Dovete sapere, però, che all’orizzonte c’è una rivoluzione ancora più profonda. Si chiama Bitcoin e tutte le criptovalute sue sorelle (rispettivamente attuale valore di mercato 41 miliardi di dollari e 100 miliardi di dollari, in costante crescita). Le criptovalute promettono liquidità, immediatezza e soprattutto il fattore più importante: un mercato decentralizzato senza nessun controllo da parte di autorità o di una qualche banca centrale.
Insomma se le banche non vogliono fare la fine del mercato musicale o della tv o dei taxi… per poi arrancare per anni per ritornare nel mercato, è meglio che si diano una mossa e che si facciano trovare preparate!