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Pandemie, uragani, terremoti? Non importa, lei è sempre la prima sparire

Redazione
6 Novembre 2020
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In alcuni supermercati delle zone rosse si sono già formate le prime code di gente con i carrelli all’esterno. Perché? Forse per fare le famose scorte di lievito?

No, per la carta igienica. Sicuramente c’è qualcosa di irrazionale, forse un istinto di sopravvivenza primordiale che scatta nella nella mente degli esseri umani quando fiutano il potenziale pericolo. Qualcosa che li porta a fare scorte di cibo per cercare di campare più a lungo possibile. Ma anche nel modo più comodo possibile. E, onestamente, che vita sarebbe senza la nostra amata carta igienica. Difficile immaginarlo per un millennial qui in Occidente, molto più facile per un nostro coetaneo povero in India. Ma quanti rotoli si consumano nel mondo?

Quanta carta igienica consumiamo?

A soddisfare la nostra curiosità ci hanno pensato quelli di Truenumbers.it. A quanto pare nei Paesi senza bidet viene usata tendenzialmente di più. Negli Stati Uniti nel mese di marzo 2020 si è speso più del doppio del marzo 2019 per la carta igienica. A febbraio, a Hong Kong, si è diffuso un video in cui si vedevano uscire persone da un supermercato con tutti i rotoli che riuscivano a trasportare.

Quanta carta igienica consumiamo, in una situazione ordinaria, ogni anno? Ogni italiano ne consuma in media 70 rotoli ogni anno, l’equivalente di 6,3 chili. Sembra tanto, ma non è nulla in confronto agli Stati Uniti, dove nel gabinetto ne finiscono ben 141 (12,7 chili). In Europa i Paesi più ‘spreconi’ sono la Germania (134 rotoli) e la Gran Bretagna (127). L’Italia è il Paese più risparmiatore d’Europa, forse merito del bidet.

 Il mercato dei rotoli nel mondo?

La Cina e gli Stati Uniti si contendono anche il mercato dei rotoli, che vale rispettivamente 14,1 e 12,6 miliardi di dollari. Solo l’India riesce ad avvicinarsi ai loro numeri, anche se in affanno, con un valore di 9 miliardi di dollari.

Il valore del rotolo di carta igienica scende sempre di più a partire dal Brasile (2,9), fino ad arrivare all’Arabia Saudita, dove questo mercato vale solo 734 mila dollari. L’Italia si ferma a 1,2 miliardi di dollari, superata dalla Francia dove il giro d’affari ammonta a 1,3 miliardi.

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