Do the Evolution: come i Pearl Jam profetizzarono l’era di Greta Thunberg

Consuelo Crespi
28 Settembre 2019
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Per aumentare ancora di più l’ansia per il cambiamento climatico che stiamo vivendo, ecco il significato del testo Do the Evolution dei Pearl Jam, del lontano 1998, ma oggi più attuale che mai.

 

I nonni di Greta

“Stiamo avanzando a passo spedito verso il baratro, siamo i figli del progresso ma siamo incapaci di fermarci.” Daniel Quinn

Proprio in questi giorni si sta tenendo in tutto il mondo il Climate Strike di Greta Thunberg, quindi credo sia giusto entrare in profondità di certe tematiche e vedere come la musica nel corso degli anni ha cercato di dire la sua opinione, avvertendoci e smuovendo le nostre coscienze.

Infatti, più che un semplice testo della storia del rock, Do the Evolution, può essere considerato come un furioso manifesto contro il genere umano, un grido di denuncia verso la brama di potere che ci ha portato alla distruzione del pianeta in cui viviamo.

Il video

Basta guardare il videoclip di Do the Evolution, realizzato da Kevin Altieri, il regista di Batman, per avere una breve sintesi del messaggio che ci trasmette il testo di questa canzone.

La clip ritrae varie situazioni dell’umanità, dalla preistoria al futuro, mostrandoci ironicamente dove abbiamo commesso un errore. Schiavitù, guerre, stragi, inquinamento, religione, tecnologia, sono le armi che hanno permesso all’egocentrismo antropico di distruggere tutto quello che ci circonda, in nome di ciò, che per tutti noi è considerato sacrosanto: il progresso e l’evoluzione.

 

“Sono avanti, sono un uomo, sono il primo mammifero ad indossare i pantaloni”. Cantano i Pearl Jam nel testo Do the Evolution.

Quando si parla di progresso, che sia economico, scientifico, politico, pensiamo tutti sia qualcosa di buono, utile e necessario per il perfezionamento dell’umanità, ma in realtà è la conseguenza di una perenne insoddisfazione. I Pearl Jam ci dicono che l’uomo è tendenzialmente insoddisfatto perché è incapace di trovare un senso al suo essere nel mondo.

 

Nessuno di noi nella storia ha mai saputo veramente come bisogna vivere su questo pianeta. Per questo siamo cambiati in continuazione, siamo partiti per un volo verso la civiltà.Da cacciatori, ad agricoltori della Mezzaluna fertile, fino agli uomini globali, ipertecnologici ed iperconnessi. Eppure sembra che le cose ci stiano sfuggendo ancora una volta di mano.

Il significato del testo di Do The Evolution

Per scrivere il testo di Do The Evolution, i Pearl Jam, si sono ispirati al libro Ishamel dello scrittore e filosofo americano Daniel Quinn. Nel libro un gorilla illuminato cerca di spiegare al suo allievo come salvare il mondo da un’imminente catastrofe climatica, una Greta Thundberg versione animalesca, ma per farlo diventa necessario capire come è iniziato il casino in cui ci troviamo.

“Questa terra è mia, questa terra è libera, ci faccio quello che voglio irresponsabilmente” .

Il primo errore commesso dall’uomo, come ci dice il testo di Do The Evolution, è stato credere che il pianeta fosse di nostra proprietà e di avere il diritto di controllarlo come un programmatore gestisce un computer. Pensiamo da sempre di essere i prescelti, il prodotto finale dell’evoluzione ed è per questo che il mondo è stato dato a noi e non alle rane, ai grilli o alle scimmie. Lo abbiamo sfruttato e modellato a nostro piacimento con l’obiettivo di creare il paradiso perfetto in cui vivere.

Per questo ogni giorno sentiamo l’uomo che conquista cose: i deserti, gli oceani, l’atomo, gli elementi, lo spazio. Tutto diventa di nostra proprietà. Quinn ci chiama la cultura dei “prendi”. Abbiamo sfruttato qualsiasi risorsa del pianeta per permettere a tutti di vivere una vita migliore, in una tendenza al benessere che si sta rivelando instabile e nociva, nonostante ancora oggi pochi se ne rendono conto.

 

“Sono il primo mammifero a concepire dei piani, ho strisciato sulla terra ma ora sono più in alto, guarda il 2010 andare a fuoco”. Do the Evolution, Pearl Jam

Viviamo nel migliore dei tempi possibili?

Se pensiamo allo epoche passate le immaginiamo piene di sofferenza e atrocità, “prima strisciavamo sulla terra”, come dicono in Do The Evolution i Pearl Jam, ma oggi l’evoluzione ci ha permesso di vivere in un mondo migliore. Eppure se ci guardiamo intorno siamo ancora circondati da sofferenza e atrocità, stiamo rischiando il collasso ambientale. L’evoluzione ha prodotto almeno altrettanti problemi di quelli che ha risolto, e il degrado non è rallentato con le scoperte tecnologiche che, a loro volta, difficilmente riusciranno a risolvere i problemi che ci affliggono oggi. La crisi dell’umanità è legata esclusivamente al nostro modo di vivere e da esso è inseparabile.

Dato che abbiamo raggiunto una conoscenza certa su molte materie, perché per una volta non proviamo a cercare qualcosa di simile sull’argomento: “Come si deve vivere?”. Credo che, ad oggi, sia questo il problema più importante dell’umanità. Non tanto salviamo il mondo e puliamo gli oceani, cose che verranno da sé una volta che troviamo un modo sostenibile di stare al mondo.

Il primo step è smettere di pensare che ogni cosa in natura ci appartenga, altrimenti, come dei parassiti, finiremo per consumare il corpo che ci sta ospitando.

 

Secondo Daniel Quinn esiste una soluzione per salvare il mondo e mi sembra lecito, dopo questo discorso sull’oblio, proporla anche qui. Il nostro modo di vivere consumistico e totalitario sta distruggendo il pianeta perché troppe persone lo stanno attuando tutte assieme. Se solo una nazione o due vivessero in questo modo non ci sarebbe nessun problema per la sopravvivenza dell’uomo. Quindi l’obiettivo non è trovare il modo giusto di vivere per tutti, ma generare diversi stili di vita, ognuno per la propria società, proprio come succedeva nelle epoche passate in cui ogni cultura adottava le proprie leggi.

La soluzione secondo Quinn sta nella diversità culturale fonte di resistenza per il genere umano, proprio come la biodiversità lo è per gli ecosistemi. Per capire come bisogna vivere bisogna cercare le risposte proprio nel mondo naturale che stiamo distruggendo.

Chissà se le nuove generazioni guidate da Greta Thundberg, quando un giorno saranno ai vertici del potere, non decidano di attuare questa rivoluzione… sperando che non sia troppo tardi.

 

 

Do the Evolution testo dei Pearl Jam testo

Woo

I’m ahead, I’m a man

I’m the first mammal to wear pants, yeah

I’m at peace with my lust

I can kill ’cause in god I trust, yeah

It’s evolution, baby

I’m at piece, I’m the man

Buying stocks on the day of the crash

On the loose, I’m a truck

All the rolling hills, I’ll flatten ’em out, yeah

It’s herd behavior, uh huh

It’s evolution, baby

Admire me, admire my home

Admire my son, he’s my clone

Yeah, yeah, yeah, yeah

This land is mine, this land is free

I’ll do what I want but irresponsibly

It’s evolution, baby

I’m a thief, I’m a liar

There’s my church, I sing in the choir:

(Hallelujah, hallelujah)

Admire me, admire my home

Admire my son, admire my clones

‘Cause we know, appetite for a nightly feast

Those ignorant Indians got nothin’ on me

Nothin’, why?

Because it’s evolution, baby!

I am ahead, I am advanced

I am the first mammal to make plans, yeah

I crawled the earth, but now I’m higher

2010, watch it go to fire

It’s evolution, baby

Do the evolution

Come on, come on, come on

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