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Elisabetta Roncati, la millennial che traghetta l’arte verso il grande pubblico

Daniele Franchi
8 Novembre 2020
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Quante volte davanti al parlare di arte vi siete sentiti ignoranti? Neanche noi ne scriviamo spesso per non sentirci incompetenti.

Vogliamo portavi quindi l’esempio di una Millennial, Elisabetta Roncati, che con il suo progetto Art Nomade Milan sta lavorando per colmare questo divario. Elisabetta sa che l’arte è qualcosa di incredibile e come ogni forma di bellezza c’è bisogno di diffonderla nel mondo. L’arte è troppo spesso preclusa o fintamente democratizzata e lei si pone l’obiettivo fare da ponte tra le opere e il grande pubblico.

Nata a Genova sviluppa con gli anni la consapevolezza che le navi sono ponti e i mari non sono muri, solo grandi fiumi al di là dei quali ci sono mondi da esplorare. Con il suo Art Nomade Milan lei è il ponte mobile che consente all’arte di vagare per farla arrivare a noi.

In Black Dahlia, Ramon Linscott, la moglie del magnate, recita “I ricchi non possiedono l’arte solo per se stessi, noi la preserviamo per le generazioni future”. Questo è stato vero per secoli e tutt’ora, come allora, chi può permetterselo finanzia gli artisti ma possedere è diverso da comprendere e chiunque dovrebbe avere gli strumenti per comprendere.

Elisabetta ha prima di tutto studiato la materia, provenendo da studi economici e manageriali, ha compensato con numerosissimi corsi e master la sua crescente curiosità sull’arte per poi intraprendere questa carriera.

La sua galleria personale e itinerante è sicuramente il suo profilo Instagram (ad oggi più di 30 mila followers) e vi invitiamo a scoprirla lì; quella per lei è solo la vetrina, con tessuti esposti e ricamati giorno dopo giorno, di un progetto più ampio.

La sua attuale visibilità, infatti, combinata alle competenze, le consentono di invitare persone a mostre, gallerie ed eventi. Questo è quello che vende ai professionisti del settore. Nel farlo guida ed educa il pubblico, i nomadi. Sì, vagano ma sempre con una meta e soprattutto con il giusto bagaglio (culturale). Nomade è colui che erra per trovare i pascoli fertili. Art Nomade Milan fa lo stesso cercando arte, portandoci nella carovana con lei.

Avete presente Chiara Ferragni che invita le persone ad andare agli Uffizi ad ecco, Elisabetta oltre a fare questo gli dà una ragione e una spiegazione per farlo. Un’esperienza ti arricchisce se sei in grado di metabolizzarla, facendola tua maturi, e l’arte è l’esperienza della vita.

Se pensiamo a Piero Angela ed Alberto capiamo l’importanza di figure che ci guidino in viaggi al “piacere della scoperta”. Il loro carisma ci porta a voler apprendere piacevolmente.

L’arte per i più è occidentale-centrica, rimasuglio coloniale e spesso razzista della nostra conoscenza luminare del Settecento. Sorpresa! Anche chi non è europeo può fare arte e comprenderla può essere ancora più arduo, le chiavi di lettura diventano più difficili da trovare. Uno torcia che ci aiuta è la curiosità di Elisabetta che indaga e studia anche questa per presentarcela e farla conoscere.

Parlando di nomadi penso ad Elena Dak, una donna che ha seguito i nomadi in diverse carovane durante i suoi anni e inizia il suo racconto così: “Lo stupore e la meraviglia sono stati determinanti nel cambiare il corso della mia vita”. Con l’augurio di stupirvi vi rimandiamo nelle mani di Elisabetta Roncati e dell’arte che propone perché, come ha detto uno sconosciuto, l’arte è ciò che prova chi la percepisce.

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