Errori grammaticali su WhatsApp: sexy come un calzino bianco

Gli orrori grammaticali amorosi più digitati su Whatsapp

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7 Ottobre 2017
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Gli errori grammaticali sono tra i più potenti inibitori dell’istinto sessuale insieme all’alito pesante e all’unghia del mignolo raschia-cerume. E, su Whatsapp, touch screen canta. Ma quali sono i più terribili strafalcioni ammazza-ormone?

Quando cominci ad avare un flirt è comune stare ore su Whatsapp: ti butti in un gioco della seduzione a distanza. Invece di sguardi e piccoli gesti, usi parole e punti interrogativi. Quando ricevi dei messaggi pieni d’errori grammaticali e strafalcioni, quelli che la maestra correggeva con la penna rossa, come la prendi? Una vocina dentro di noi dà la colpa al T9. Lui? Ignorante? Ma no! Eppure sappiamo che appunteremo tutto, giusto per dire, un giorno, quando ci farà comodo, “in fondo l’ho sempre saputo che è un ignorante”. Ecco gli errori più comuni che vi potrebbero rovinare questo flirt amoroso (o che rivelano un tipo di cui un giorno disprezzerai la bestialità culturale).

Innanzitutto, l’apostrofo. Che, tra le altre cose, si può usare anche per il troncamento di una parola: “un poco” diventa “un po’”.  E non un “pò”! Come alcuni, ahimè, scrivono proprio quando stavi per accordargli il primo aperitivo. Oppure, tra i più amati errori grammaticali degli italiani: “qual’è” invece di “qual è” – che fa l’effetto di un calzino bianco alla caviglia.

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Nei nostri messaggi l’h va a dormire un po’ troppo spesso. Mi ricordo di un ragazzo che aveva decorato tutta Roma scrivendo sui muri “Rita ti amo” e “Rita ai capito che ti amo?”. Forse Rita è sparita proprio dopo aver assistito a questa imbarazzante dichiarazione.

Per non parlare del congiuntivo. Persino i nostri amati cantanti italiani si sono lasciati rimbambire dall’amore. Vasco canta “voglio che sei tranquilla”, Jovanotti “sono fortunato perché non c’è niente che ho bisogno” e Arisa “brucia nelle vene come se il mondo è contro te e tu non sai il perché”. W la canzone italiana, w l’italiano e soprattutto w il congiuntivo.

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Chi non ha mai chiesto se in alcune parole ci andasse la i? C’è chi è stato in grado di scrivere “io e te tre metri sopra il celo”. Oppure chi non ha mai confuso la s con la z? del tipo “la mia vita sensa di te non ha senso”.  Poi ci sono gli errori grammaticali più comuni ma non per questo meno atroci come il famigerato “pultloppo” .

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