Perché il Premio Strega Giovani 2019 è andato a Fedeltà di Marco Missiroli?

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13 Giugno 2019
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I 600 giurati del Premio Strega Giovani 2019, messi davanti alla dozzina dei nomi candidati allo Strega “maggiore”, hanno scelto proprio Fedeltà di Marco Missiroli.

Il romanzo, a differenza del precedente Atti osceni in luogo privato, non è un racconto di formazione bensì di crisi e fragilità (soprattutto di personaggi poco più che Millennial).

Abbiamo Carlo, un professore universitario frustrato che si è invaghito di Sofia, sua giovane allieva. Abbiamo Margherita, sua moglie, e in mezzo a loro il sospetto di un tradimento.

A questa dinamica già precaria si aggiunge Andrea, il fisioterapista che tenterà, suo malgrado, la fedeltà di Margherita.

Contrariamente a quello che può sembrare però Fedeltà è un romanzo sulla fedeltà a se stessi a dispetto della coppia, delle convenzioni e delle aspettative sociali. Ed è con molta maestria che Missiroli ci racconta due modi diversi di intendere questa fedeltà.

Da un lato abbiamo Carlo, consapevole della propria inettitudine e incapace al punto da non riuscire a consumare un vero tradimento. Dall’altro abbiamo Margherita, talmente conscia di sé da sapere affrontare il peso del tradire e le sue conseguenze senza per questo incrinare il rapporto col marito.

La domanda che a questo punto sorge è “ma un romanzo del genere interessa a dei sedicenni”?

La risposta è un chiaro sì. Se andiamo oltre la trama, infatti, troviamo una scrittura impietosa verso i protagonisti e a volte anche involuta, che rispecchia in una certa misura il parlato.

Probabilmente a conquistare il giovane pubblico è stata però la fondamentale verità di quanto Missiroli racconta: la vita e nient’altro, insomma.

Adesso non ci resta che aspettare il 5 luglio e vedere se Fedeltà riuscirà a fare breccia sulla giuria over e a sbancare anche il Premio Strega “ufficiale”.

 

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