Il testo di Her Morning Elegance descrive le donne come angeli. Invece siamo goblin

Consuelo Crespi
20 Settembre 2019
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Il testo di Her Morning Elegance, del cantautore israeliano Oren Lavie, parla del risveglio di una donna e della dolcezza che riempie la sua routine mattutina. BALLE!

Il fiore in un vaso, delle pantofole vicino al caminetto, una tazza fumante, il vapore dell’acqua nel bagno. La canzone si basa su immagini suggestive, che ci trasportano nella raffinatezza e nell’eleganza di un momento che solo la donna è in grado di creare… Nulla di più falso.

 

Il Grande Inganno

Quello di Oren Lavie è sicuramente un bel tributo all’intimità femminile e non possiamo che essere orgogliose. Se un uomo dipinge le nostre mattine con queste tinte soavi, significa che tutte noi abbiamo fatto un ottimo lavoro.

Perché dico questo?

Semplicemente perché il testo di Her Morning Elegance si basa su una grandissima menzogna che ci tramandiamo da generazioni. Non descrive l’intimità femminile. Descrive la maschera che indossiamo per non mostrare come siamo veramente: “è molto presto e lei scende le scale indossando la sua eleganza del mattino”.

Il testo di Her Morning Elegance, infatti, rappresenta l’immagine esteriore che regaliamo al resto del mondo. Il nostro essere reale, al contrario, assomiglia di più ad un goblin verdognolo e leggermente putrido che teniamo legato e sedato all’interno del nostro corpo. Noi tutte lo odiamo, il nostro goblin. Assomiglia esattamente alla donna che non vorremmo essere ma che in realtà siamo, e ogni giorno ci concentriamo strenuamente perché non si svegli MAI.

Ma quello che succede veramente di mattina è che il nostro goblin interiore si sveglia sempre prima di noi. In quel momento siamo donne solo al 15%. Siamo pallide, sfatte e puzziamo di bava sul cuscino… altro che testo di Her Morning Elegance.

Come nasconderlo, questo goblin?

Quindi come fare quando dormiamo con un uomo, magari appena conosciuto, che inevitabilmente ci vedrà tramutate in goblin la mattina dopo?
Vedete, questo è l’esatto momento in cui l’ingegno femminile raggiunge il suo apice. E facciamo ciò che ci riesce meglio in assoluto: mentire.

Per prima cosa dobbiamo partire dal presupposto che mentire per noi è come un mestiere. Abbiamo passato già tutta la serata precedente ad imbrogliarlo per conquistarlo. Lo abbiamo ingannato sull’altezza indossando un tacco 12, abbiamo indossato un jeans push up, finto di avere molti interessi in comune.

 

Abbiamo mentito soprattutto nell’intimità, con un perizoma che ci trancia in due il lato B e un reggiseno perfettamente abbinato. Come se fosse abitudine, per noi, essere delle bombe sexy da film porno 24h su 24, 7 giorni su 7. E dopo che è “fatto il misfatto”, non possiamo permetterci che l’incantesimo si rovini quando aprirà gli occhi la mattina dopo e vedrà dei goblin con la bava sul cuscino.

Allora ecco cosa facciamo, noi esseri evoluti femminili: programmiamo il nostro cervello per svegliarci almeno 30 minuti prima che lo faccia lui.

Il restyling tempestivo

Sgattaioliamo silenziosamente in bagno, ci guardiamo allo specchio e dopo esser rimaste per cinque minuti a fissarci terrorizzate, partiamo col restyling tempestivo. Inumidiamo un asciugamano e ci laviamo ovunque, ci spruzziamo il deodorante ovunque. Ci lanciamo in faccia litri di acqua ghiacciata. Col dentifricio su un dito setacciamo tutti i denti, facciamo risciacqui, gargarismi, se ha il collutorio è una manna dal cielo. Sistemiamo i capelli, un tocco di profumo e risgattaioliamo, come se nulla fosse, nel letto, mettendoci a dormire per finta.

Una mezz’ora e ci muoviamo per far sì che lui si svegli prima che l’effetto svanisca, per poi far le finte sorprese, e mentire, mentire, mentire. “Oh no, stavo dormendo benissimo, mi hai svegliata”.   Per questo i maschi ci dedicano il testo di Her Morning Elegance, li stordiamo coi nostri trucchi illusionistici.

Sono bugie necessarie per noi, servono al pudore e all’estetica, vogliamo che ci immaginate in una vasca da bagno, con della musica classica, mentre ci massaggiamo le lunghe gambe depilate. Non sicuramente sedute su un bidet. Sarebbe gravissimo, inaccettabile.
E anche quando andiamo in bagno a fare pipì, per non distruggere la nostra Morning Elegance, apriamo l’acqua del rubinetto. In modo che voi non possiate, nemmeno per sbaglio, sentire la forza con cui il getto della nostra pipì cade nella tazza del gabinetto. Sarebbe una vergogna indescrivibile.

Siamo pazze, paranoiche, calcolatrici, ma tutto è meglio che essere un goblin. Anche se, in poche parole, significa ammettere di essere più simili a voi.

 

Menzogna:
Realtà:
Her morning elegance testo

Sun been down for days

A pretty flower in a vase

A slipper by the fireplace

A cello lying in its case

Soon she’s down the stairs

Her morning elegance she wears

The sound of water makes her dream

Awoken by a cloud of steam

She pours a daydream in a cup

A spoon of sugar sweetens up

And she fights for her life

As she puts on her coat

And she fights for her life on the train

She looks at the rain as it pours

And she fights for her life

As she goes in a store

With a thought she has caught by a thread

She pays for the bread

And she goes…

Nobody knows

Sun been down for days

A winter melody she plays

The thunder makes her contemplate

She hears a noise behind the gate

Perhaps a letter with a dove

Perhaps a stranger she could love

And she fights for her life

As she puts on her coat

And she fights for her life on the train

She looks at the rain as it pours

And she fights for her life

As she goes in a store

With a thought she has caught by a thread

She pays for the bread

And she goes…

Nobody knows

Nobody knows…

And she fights for her life

As she puts on her coat

And she fights for her life on the train

She looks at the rain as it pours

And she fights for her life as she goes in a store

Where people are pleasantly strange

And counting the change

And she goes…

Nobody knows

Nobody knows

Nobody knows…

 

 

Her morning elegance traduzione

 

Il sole è tramontato per giorni

un bel fiore in un vaso

una pantofola vicino al caminetto

un violoncello nella sua custodia

 

è molto presto e lei scende le scale

indossa la sua eleganza del mattino

il suono dell’acqua la fa sognare

svegliata da una nube di vapore,

versa le sue fantasticherie in una tazza

un cucchiaio di zucchero la tiene buona

 

e lei lotta per la sua vita

e indossa il suo cappotto

e lotta per la sua vita sul treno

guarda la pioggia

che cade

e lotta per la sua vita

e va in un grande magazzino

con il pensiero che

ha capito la situazione

paga il pane

e se ne va nessuno lo sa

 

il sole è tramontato per giorni

lei suona una melodia invernale

il tuono la fa riflettere

ascolta un rumore che viene da dietro al cancello

forse è una colomba che porta una lettera

forse è uno sconosciuto che lei potrebbe amare

 

e lei lotta per la sua vita

e indossa il suo cappotto

e lotta per la sua vita sul treno

guarda la pioggia

che cade

e lotta per la sua vita

e va in un grande magazzino

con il pensiero che

ha capito la situazione

paga il pane

e se ne va

nessuno lo sa

 

e lei lotta per la sua vita

e indossa il suo cappotto

e lotta per la sua vita sul treno

guarda la pioggia

che cade

e lotta per la sua vita

e va in un grande magazzino

dove le persone sono piacevolmente

strane

e contano

il resto

mentre lei se ne va

nessuno lo sa

 

 

 

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