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L’industria discografica globale non è mai stata meglio e il motivo è solo uno

29 Aprile 2022
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L’industria discografica globale non è mai stata meglio. Olè. Il mondo sembra avere un nuovo mantra: ascolta che ti passa! Finalmente è arrivata una buona notizia, l’industria discografica sembra essere tornata all’apice della sua forma, e il motivo è solo uno: abbiamo voltato pagina, ci stiamo lasciando la pandemia alle spalle.

Secondo quanto riportato dalla Federation of the Phonographic Industry (IFPI), l‘industria discografica mondiale ha appena registrato una nuova crescita. Ad essere precisi è il settimo anno consecutivo che avviene, ma questa volta gli stream, gli ascolti e i prodotti musicali sono cresciuti in maniera considerevole, segnando un +7.2% rispetto al 2020

Numeri da capogiro dell’industria cinematografica

Secondo quanto riportato sul Mail, i servizi di streaming in abbonamento, come Spotify e Apple Music, rappresentano la forza trainante della crescita, che ammonta al 18,5% del mercato globale; per Frances Moore, amministratore delegato della IFPI, “non c’erano dubbi” sul risultato. 

Nel 2021, i ricavi hanno sfiorato i 26 miliardi di dollari, dal punto di vista delle nuove uscite l’anno è stato piuttosto prolifico: il pubblico ha assistito al ritorno della superstar Adele (che ha pubblicato il suo quarto album in studio 30) oltre che a singoli rilasciati da artisti come Taylor Swift, Ed Sheeran e Billie Eilish. Il solo mercato musicale del Regno Unito ha visto un aumento delle entrate del 13,2%, un + 3,8% rispetto al 2020.

Per Dennis Kooker, presidente del di patimento di global digital business per Sony Music Entertainment US, il 2022 rappresenta: “Il fulcro di una crescita iniziata 7 anni fa. Penso che il 2021 sia stato unico, veniamo un mondo post-Covid, un periodo che ha avuto un impatto negativo anche su altri aspetti del business”.

Anche il settore dei supporti fisici sta crescendo, i vinili e i CD hanno registrato un +16%, con il primo che ha visto un ritorno di fiamma tra gli appassionati di musica: le persone prefiniscono comprare il 33 giri al compact disc. “Il vinile suona decisamente meglio”, scrivono gli utenti su Reddit, e anche quando si tratta di estetica non c’è paragone. Nessuno ascolta più i CD in macchina, se lo scopo è comprare un oggetto da tenere in casa, tanto vale comprarlo bello

Di industria musicale e nuove scoperte

Sulla scia di questi traguardi positivi, sembra che i produttori si stiano impegnano a rendere il mercato musicale più inclusivo e diversificato“In tutto il mondo, le case discografiche lavorano a livello locale per supportare le nuove culture e favorire lo sviluppo di ecosistemi musicali emergenti – ha spiegato Moore – a mano a mano che i mercati maturano, si assiste alla nascita di un’industria più ricca e interconnessa”. 

Le conseguenze sono prevedibili, ma non per questo negative: il mercato musicale odierno è molto più competitivo rispetto al passato. Accedendo alla sezione ‘esplora’ sulle piattaforme streaming è possibile godere di una quantità di brani potenzialmente infinita, gli utenti hanno la possibilità di fare nuove esperienze musicali in modi sempre diversi e innovativi.

Questo crea un’enorme opportunità anche per gli artisti: “Chi decide di collaborare con una casa discografica lo fa per beneficiare del supporto di un team composto da esperti altamente reattivi e qualificati. – conclude Moore – Le opportunità creative crescono di pari passo con le tecnologie e lo sviluppo dell’ambiente online.

Dal metaverso ai contenuti di gioco, le case discografiche investono nelle persone e nel materiale tecnologico per offrire esperienze altamente interattive, ovviamente anche per stabilire connessioni più potenti con i fan”. Che poi, non sono proprio i fan il vero motore trainante?