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In Italia si continuano a leggere pochi libri

Redazione
2 Aprile 2021
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Leggere.

Libri, esistono solo se qualcuno li legge. Quanto leggono le persone in Italia e qual è l’identikit del lettore più assiduo. Che il mercato del libro debba fronteggiare numerose sfide è indiscutibile. Ma come è composto, chi sono e quanti sono il lettori italiani?

Secondo i dati dell’Associazione italiana Editori, come racconta Truenumbers, confrontando la percentuale di lettori rispetto alla popolazione nelle principali editorie europee e negli Stati Uniti, l’Italia è agli ultimi posti. Solo il 65% della popolazione tra i 14 e i 75 anni, infatti, ha usufruito anche solo parzialmente di un contenuto editoriale. Peggio ha fatto solo la Grecia con il 44% della popolazione.

Tra i Paesi più virtuosi troviamo la Francia, con il 92% della popolazione che dichiara di aver letto almeno un libro negli ultimi 12 mesi, seguita dalla Norvegia con il 90,2%. In terza posizione, invece, troviamo il Regno Unito con l’86% della popolazione che dichiara di leggere un libro abitualmente e il Belgio con l’83%. Infine, poco davanti all’Italia, si colloca la Spagna, con il 68,5% e la Germania, con il 68,7% della popolazione interessata alla lettura.

Chi legge di più in Italia e quanti libri?

Secondo i dati dell’Istat aggiornati al 2019, la quota più alta di lettori continua a essere quella dei giovani: 54,1% nel 2019 tra i 15 e i 17 anni, e 56,6% tra gli 11 e i 14 anni. Ma guardando al genere invece che all’età scopriamo che tra uomini e donne continua a persistere un divario rilevante. Nel 2019 la percentuale delle lettrici è del 44,3% e quella dei lettori è al 35,5%. Il divario si manifesta dal 1988, anno in cui risultavano lettori il 39,3% delle donne rispetto al 33,7% degli uomini.

Ma c’è di più. Nel 2019, poco meno della metà dei lettori (44,3%) dichiara di aver letto al più tre libri nei 12 mesi precedenti l’intervista; si tratta dei così detti “lettori deboli” tra i quali si ritrovano poco meno della metà dei lettori maschi (47,4%) e delle persone tra 11 e 14 anni (47,0%). Il 15,6% si annovera tra i “lettori forti” (con almeno 12 libri letti nell’ultimo anno), valore in aumento di 1,2 punti percentuali rispetto al 2018. La maggiore propensione delle donne alla lettura si ritrova anche nell’intensità della lettura: il 16,7% dichiara di leggere in media un libro al mese contro il 14,1% degli uomini.

I libri letti sono digitali o stampati?

Le donne sono anche prime per la lettura dei libri tradizionali. Infatti, la lettura esclusiva di libri cartacei è più elevata tra le lettrici (79,8% contro il 73,8% dei lettori), mentre quella di e-book/libri online tra gli uomini (10,7% contro il 5,8% delle lettrici). Considerando l’accesso ai libri in formato digitale, il tradizionale digital divide territoriale che differenzia il Nord e il Sud Italia sembra confermato: l’attività di lettura di questi prodotti riguarda, infatti, una quota di persone che va tra il 10,5% del Nord e il 6% del Mezzogiorno.

Nel 2019, circa 4,9 milioni di persone hanno dichiarato di aver letto e-book e/o libri online (l’8,7% della popolazione di 6 anni e più, pari al 21,7% dei lettori); tale quota è in aumento rispetto al 7,1% rilevato nel 2015. Se si aggiungono anche coloro che hanno scaricato su internet tali prodotti digitali il numero sale a circa 6,8 milioni, ossia l’11,9% della popolazione di 6 anni e più, dato in crescita rispetto all’8,2% del 2015.

Le regioni dove si leggono meno libri

Il livello di istruzione si conferma elemento determinante: legge libri il 71,9 dei laureati (75,0% nel 2015), 46,1% dei diplomati e solo il 25,9% di chi possiede al più la licenza elementare. L’abitudine alla lettura continua ad essere più diffusa nelle regioni del Nord: ha letto almeno un libro il 47,6% delle persone residenti nel Nord-ovest e il 48,1% di quelle del Nord-est. Al Sud la quota di lettori scende al 27,9% mentre nelle Isole si conferma una realtà molto differenziata tra Sicilia (25,9%) e Sardegna (38,9%). Si segnala, tuttavia, per la Sardegna un calo significativo della percentuale di lettori rispetto al 2018 di -5,8 punti percentuali.

La tipologia comunale è un ulteriore elemento discriminante. L’abitudine alla lettura, infatti,  è molto più diffusa nei Comuni dell’area metropolitana, dove si dichiara lettore poco meno della metà degli abitanti (48,2%) mentre la quota scende al 36,0% nei Comuni con meno di 2mila abitanti.

Via Truenumbers.it

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