fbpx

Achille Lauro si esibirà nel Metaverso: comunque vada, non sarà mai successo

27 Gennaio 2022
691 Visualizzazioni

Similitudini e differenze tra l’annunciato metaconcerto del millennial Achille Lauro e quello della boomer Irene Grandi su Second Life nel 2007. Quando avevamo una First Life. 

Un evento che nessuno ricorda. Questa è la sola caratteristica che accomuna il concerto virtuale di Irene Grandi del 2007 su Second Life e il primo concerto nel Metaverso di Achille Lauro, che si terrà quest’anno e di cui tra pochi mesi nessuno avrà già più memoria. Del resto, come scrive Georgi Gospodinov in Cronorifugio (Voland), se nessuno ricorda nulla, tutto è permesso. 

Per il resto, in questi quindici anni il mondo è diventato un’altra cosa. Una cosa di certo più preparata per non-ricordarsi il concerto di Lauro di quanto non fosse preparata per non-ricordarsi quello di Grandi.

Fame chimica di nulla

Fame di oblio, di impermanenza da marmotte, di come-riempio-la-giornata, fame chimica di nulla. Sempre meglio del futuro: tale e quale al presente, solo più vuoto di ogni cosa. Noi non viviamo: sfumiamo. Conviene obnubilarsi tutto d’un colpo, quando ancora possiamo considerare il nostro corpo un orpello bestiale che almeno non ci procura acciacchi, prima che questa entità anacronistica, la cui effettiva esistenza è smentita dalle nostre stesse routine, non provi a convincerci della sua ostinata presenza con un estremo, meschino trucco: il dolore.  

Il fatto è che nel 2007, come si ripete spesso, non eravamo ancora pronti per una Second Life. Questo perché, nel 2007, avevamo ancora una First Life, rispetto alla quale quella virtuale poteva rappresentare tutt’al più un diversivo californiano.

Metaverso, centinaia di movimenti oculari al secondo

Ora è la First Life a essere l’ancella sudata e terminale della Second Life: la First Life si riassume nella scocciatura di ingerire calorie sufficienti ad assicurarsi l’energia per digitare sulla tastiera e per produrre centinaia di micro-movimenti oculari al secondo.  

Achille in fuga. Dal proprio corpo

È giusto che sia Achille Lauro il primo artista a esibirsi nel Metaverso. La qualità per cui è conosciuto non è il talento musicale ma l’impegno che mette nella fuga dal proprio corpo. Tatuato, travestito, sfigurato, mutato, trasformato. È questo e quest’altro e quest’altro ancora e anche questo. È Anchille. Sì sì, con la n. Divinità induista che è tutto, e che quindi non è nulla. Auguriamo il meglio a lui e a tutti i metaconcertisti del futuro. Comunque vada, non sarà mai successo.  

LEGGI ANCHE:

Due o tre cose sul profilo Instagram di Achille Lauro     

Sanremo 2020 per i 24 concorrenti Big è il Festival dei millennial nati soprattutto negli anni 90

Il peggio della storia di Sanremo: tutti i capolavori trash delle passate edizioni

 

Leggi anche: