Blues for the sixties: Mike Sponza il blues a misura di millennial

25 giugno 2018
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Il giubbotto di pelle, i jeans, il casco in mano e la sua Harley che lo aspetta fuori…
Ancora una giornata in strada con il rombo della moto a fare vibrare l’anima… ancora una giornata verso la vita!

Anima, calore e groove da vendere: torna il caro e sano vecchio blues di Mike Sponza per ricordare i mitici anni 60.

Due battute di chitarra elettrica e il brano entra subito nel vivo…

La linea ritmica è caratterizzata da una bella batteria, molto essenziale, ma efficacissima, con il sostegno di un basso elegantissimo il quale, ovviamente sempre preciso sul battere, ricama frasi elegantissime durante tutto l’incedere del pezzo.

Un’apoteosi di fiati e di hammond sostengono tutto l’assieme mentre tutto ciò che si può suonare sulle scale pentatoniche viene eseguito attraverso un’elettrica davvero spettacolare… Banding, qualche pizzico di tapping sono solo alcune finezze che gli estimatori di questo genere possono gustare…

Graffiante, calda e intensissima è la linea di cantato dove un intenso Mike Sponza è inoltre sostenuta da cori di un calore senza tempo.

Volumi altissimi, mi raccomando. Perchè è così che si ascolta il blues.

La storia

MADE IN THE SIXTIES
Omaggio del bluesman italiano agli anni Sessanta

«Un album dedicato agli anni ’60 – dice Mike Sponza – una decade per me molto affascinante e su cui c’è molto da dire. È anche il periodo in cui sono nato e da un po’ di tempo pensavo di realizzare un disco su quel decennio. Dieci canzoni. Una per ogni anno. Dieci storie ispirate da eventi, fatti, persone, culture, idee, che si intrecciano per guardare gli anni Sessanta in una duplice prospettiva: il lato glamour e swinging da un lato, il lato buio e problematico dall’altro. Dieci anni controversi che hanno cambiato la cultura giovanile per sempre, il tutto filtrato con linguaggi musicali diversi: dal rock al latin, dal pop all’acustico, dal soul al rock’n’roll».

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