Dilemme di Lous, un testo trap per millennial resilienti

Redazione
27 Novembre 2019
278 Visualizzazioni

Classe 1996, la cantante belga-ruandese-congolese Lous è l’ultima dei millennial. E se i suoi testi sono cattivi, forse è perché lei è davvero una sopravvissuta.

Il singolo Dilemme di Lous and the Yakuza è secondo nella Viral 50 Italia di Spotify e nella Top 20 della classifica Shazam Italia. Canta il lingua francese e il suo sound cattura immediatamente. Ha 23 anni, è elegante, marziale, delicata e forte, perché canta e compone testi raccontando una storia difficile. Originaria del Congo, è cresciuta tra Ruanda e Europa, e sta diventando la stella di una generazione sempre più crepuscolare.

Dilemme di Lous è un testo che riflette una profondità da combattente in erba. Esprime emozioni difficili, un’anima provata dalla strada. Delicatezza e forza sono le caratteristiche vocali che fanno di Lous un’artista colma di forza e determinazione. È una ragazza ferita nel corpo e nel cuore, e forse rappresenta tutte quelle millennial che sono arrivate in Europa senza viaggiare in prima classe.

A 19 anni Lous ha imparato a vivere senza l’appoggio della sua famiglia. Ma è comunque è riuscita a iscriversi alla facoltà di Filosofia. Ha studiato solfeggio ma la scrittura di testi come Dilemme è il tratto più incisivo.

Testo:

Più odio, più mi fanno soffrire
Non è un dramma, se non festeggio più
Lous, sei serena o stai solo facendo la guerra?
La vita è un cane che deve essere tenuto al guinzaglio
La vita mi perseguita
Tutto ciò che mi circonda mi ha resa cattiva
Se fallisco, ricomincio
Quando sono triste, canto
Non do mai tutta me stessa
In questo mondo il diavolo è re
Mi dicono che sono cattiva
“Scherzi a parte” diventa “ Lous a parte”

Sola, sola, sola

Se potessi vivrei da sola
Lontano da problemi e dilemmi
Na, na, na, na, na
Se potessi vivrei da sola
Lontano dalle mie catene e dalle persone che amo
Na, na, na, na

Se potessi vivrei da sola
Lontano da problemi e dilemmi
Na, na, na, na, na
Se potessi vivrei da sola
Lontano dalle mie catene e dalle persone che amo
Na, na, na, na

Se mi fermassi e non facessi più concerti
Lasciatemi sul retro così che alla sorgente mi possa bagnare
Se la mia ferita sanguina e il sangue sale alla testa
Rimango la stessa, qualunque cosa accada
Più odio, più mi fanno male
La mia pelle non è nera, è ebano
Lous, sei serena o stai solo facendo la guerra?
Non sei perfetta, il tuo sbaglio resta umano

Sola, sola, sola
Voglio stare da sola
Sola

C’è sicuramente ancora molto da aspettarsi dalla bellissima trapper Lous dalla sua iperattività da millennial: in tre anni ha realizzato 7 EP e 52 pezzi e ha cantato in un centinaio di concerti in Belgio.

Lous and the Yakuza si iscrive nell’albo d’oro delle scoperte di El Guincho, tra i produttori più in auge (leggi Rosalía). Lui ha capito al volo che la ventenne non era una da “una traccia e via”, ma una in grado di raccontare storie estreme a tutta la sua generazione. Come Dilemme.

Per vederla in Italia bisognerà aspettare fino al concerto del 2 aprile 202o, alla Santeria Toscana di Milano. Qui Lous and the Yakuza presenterà l’atteso album d’esordio Gore, in uscita a inizio 2020. Prevendite iniziate.

Leggi anche:

LEGGI ANCHE:

Parole parole parole testo: come Mina profetizzò l’amore dei Millennial strafatti di fumo

Torna a casa dei Maneskin testo: farsi travolgere da Marlena, la musica

Perché “Una vita in vacanza” è la canzone del reddito di cittadinanza

Un trip devastante nella testa di Tha Supreme (Blun7)

Persona: una diciassettenne rappresenta l’anima di Marracash

Il primo testo di Fabri Fibra, Scattano le indagini, è Disco d’oro dopo 17 anni

Il testo di street advisor, primo mattone di un super rap intergenerazionale