Il Sanremo di Mahmood e Blanco Blanchito

5 Febbraio 2022
920 Visualizzazioni

Poche sorprese.

Alla fine hanno vinto Mahmood & Blanco con il brano “Brividi”. Erano tra i favoriti della critica già prima dell’inizio del Festival di Sanremo, nel pre ascolto delle canzoni. Sono stati sul podio in ogni serata, scavalcati soltanto una volta da Elisa, altra favorita, e da Gianni Morandi e Jovanotti nella serata delle cover. Così Mahmood e Blanco sono i vincitori della 72ª edizione del Festival della Canzone Italiana di Sanremo. Seconda Elisa e la sua “O forse sei tu”, terzo Gianni Morandi con la canzone “Apri tutte le porte”.

Durante la serata sono stati assegnati, come da tradizione, anche altri premi: il Premio della Critica “Mia Martini” è andato a Massimo Ranieri con “Lettera al di là” del mare; il Premio della Sala Stampa “Lucio Dalla” è andato a Gianni Morandi, il Premio “Sergio Bardotti” per il miglior testo è andato a Fabrizio Moro con il brano “Sei tu”. Infine il Premio “Giancarlo Bigazzi” per la miglior composizione musicale è andato a Elisa.

La vittoria di Blanco e Mahmood

Se per Mahmood si tratta del secondo successo alla seconda partecipazione – terzo se si considera che la prima volta ha fatto la doppietta Sanremo giovani e Sanremo big – per Blanco, diventato famoso in piena pandemia e che per questo sul palco dell’Ariston si presentava con appena tre esibizioni live nel suo curriculum, si tratta di una novità assoluta. Esordio e vittoria, come fu per Mahmood nel 2019, come fu per i Maneskin nel 2021.

E con la band di “Zitti e buoni” Blanchito ha in comune non solo quello. Come Damiano David (8 gennaio 1999), Victoria De Angelis (28 aprile 2000), Ethan Torchio (8 ottobre 2000) e Thomas Raggi (18 gennaio 2001), anche Blanco, nome d’arte di Riccardo Fabbriconi, è un post millennial, ovvero un membro della generazione Z. Nato il 10 febbraio del 2003, Blanchito rappresenta da questo punto di vista una continuità non da poco conto con la band romana.

Piacciano o meno, Maneskin e Blanco sono un bene oggettivo per la musica italiana perché parlano di futuro. Una prospettiva importante per l’industria musicale in un’Italia che invecchia a colpo d’occhio (e statistiche alla mano). Almeno nella musica, tra silent generation, baby boomer e X, la spuntano millennial e Z. Certo, in attesa che i precoci 12enni della generazione Alpha, davvero la generazione TikTok, si facciano avanti.

Leggi anche: