Torna a casa dei Maneskin testo: farsi travolgere da Marlena, la musica

6 ottobre 2018
4 Condivisioni 592 Visualizzazioni

Chi ha una passione, un talento particolare, non può non immedesimarsi in Torna a Casa dei Maneskin testo. Un pezzo che ci invita ad ascoltare meno gli altri e a farci travolgere dalla Marlena che è dentro di noi.

 

Finalmente i Måneskin, dopo esser arrivati secondi nella scorsa edizione di X-Factor e aver collezionato 3 dischi di platino, hanno concepito il loro primo album: Il ballo della vita, che uscirà il 26 Ottobre prodotto dalla Sony Music.

L’album è una raccolta di 12 brani che raccontano l’evoluzione artistica della band e le loro sfumature musicali principalmente rock, ma con assaggi di rap, funk e pop. Quella che vogliono servirci i Måneskin è una deliziosa minestra agro piccante che porta il loro sapore.

Due canzoni sono uscite in anteprima: Morirò da re a Marzo di quest’anno e Torna a casa pochi giorni fa.

 

“This is Måneskin!” è il loro grido di battaglia ma dopo l’ascolto della nuova canzone “Torna a casa” l’unica cosa che viene da chiedersi è “Is this Måneskin?”. Damiano, vocal della band, toglie i pantaloni in pelle, i tacchi a spillo e l’aggressività con cui l’abbiamo conosciuto e si presenta sotto nuove vesti, che mostrano le sue fragilità, ed è subito un successo. Torna a casa si è guadagnata in poche ore il primo posto tra le tendenze di Youtube.

 

Torna a casa dei Maneskin testo parla dell’amore per Marlena. Non si tratta di una delle tante ragazze che Damiano ha conquistato in questi anni ma qualcosa di più. Marlena è la musa del gruppo, la personificazione della creatività dell’artista, il motore che da vita alle loro creazioni. Il sogno, il talento, la passione, chiamatelo come volete.

 

Torna a casa dei Maneskin testo:

Vedo le case da lontano hanno chiuso le porte
ma per fortuna ho la sua mano le sue guance rosse

e mi ha raccolto da per terra coperto di spine
coi morsi di mille serpenti fermo per le spire
non ascoltavo quei bastardi e il loro maledire
con uno sguardo mi ha convinto a prendere e partire.

Chi vuole fare della sua passione un mestiere, chi ha un indole artistica si sveglia spesso durante la notte, occhi sbarrati fissi sul soffitto ed una domanda in testa: “Ma che cosa sto facendo?” Perché cercare di trasformare un sogno in un lavoro è difficile, le porte sbattute in faccia sono più delle soddisfazioni.

Potevi fare il lavoro di tuo padre, prendere la sua azienda e vivere sereno, in pratica potevi negare te stesso e sposare un’indole che non era la tua. Ma se non lo hai fatto vuol dire che qualcosa dentro di te spinge. Sto parlando di un fuoco che poche persone possono vantare di avere e chi non lo ha, non lo comprende e ti considera strano, ridicolo, la realtà è che ti sta invidiando tantissimo.

“Ma che cosa sto facendo?” te lo ripeti ancora e ancora e fai uscire Marlena di casa.

 

Non sarò mai stanco
fino a che il tempo porter
à sui tuoi capelli il bianco

che mi è rimasto un foglio in mano
e mezza sigaretta
restiamo un po’ di tempo tanto non c’è fretta
che c’ho una frase scritta in testa ma non l’ho mai detta
perch
é la vita senza te non può essere perfetta.

quindi Marlena torna a casa che il freddo qua si fa sentire.

quindi Marlena torna a casa che ho paura di sparire.

 

Ma provate a dirlo ad una persona innamorata che la storia è finita, che se ne deve fare una ragione perché lei se ne è andata. Il cuore fa fatica ad accettare di non avere ciò che desidera e ci prova fino alla fine, con ogni mezzo a sua disposizione.

“Senza di te non sono niente” dici, quando vi lasciate, e implori Marlena di tornare a casa.

 

Prima di te ero solo un pazzo ma lascia che ti racconti

avevo la manica sgualcita e portavo tagli sui polsi
oggi mi sento benedetto e non trovo niente da aggiungere

questa città si affaccia quando ci vedrà giungere
Ero in bilico tra l’essere vittima, essere giudice 

Era un brivido che porta la luce dentro le tenebre 

E ti libera da queste catene splendenti, lucide 

Ed il dubbio o no, se fossero morti oppure rinascite. 

 

Torna a casa dei Maneskin testo ci spiega che se trovi almeno una trentina di persone che ti fanno dubitare del tuo talento, di chi sei veramente, che ti fanno sentire una banalità, uno dei tanti sognatori sei sulla giusta strada…non è una morte ma una rinascita.

Trovare se stessi per noi Millennial è difficile, siamo bombardati di stimoli e opportunità che ci confondo, ma una volta che lo capiamo col cavolo che lasciamo andare, bisogna farci sesso con questa Marlena. Mai scusarsi o pentirsi per quello che si è, solo in questo modo si aprono le strade, anche quelle più inaspettate.

Grazie Måneskin, adesso possiamo crederci un po’ di più.

 

Dopo Torna a casa dei Maneskin testo, LEGGI ANCHE:

Perché “Una vita in vacanza” è la canzone del reddito di cittadinanza

Perché bisogna leggere riviste come questa? Non fatelo, fa malissimo!

Mirko Celii, il millennial ribelle che ribolle contro Boeri e lo svergogna

 

Potrebbe interessarti

Scarpe V design: lusso intelligente per Millennial dal cucchiaio di legno
Moda
7 condivisioni64 visualizzazioni
Moda
7 condivisioni64 visualizzazioni

Scarpe V design: lusso intelligente per Millennial dal cucchiaio di legno

Consuelo Crespi - 20 ottobre 2018

Le scarpe V design sono un connubio di lusso e minimalismo, e un ritorno all’artigianalità italiana. Per Millennial che, al…

Something in the Way testo: i Nirvana ci hanno rovinato l’adolescenza  
Cultura
2 condivisioni52 visualizzazioni
Cultura
2 condivisioni52 visualizzazioni

Something in the Way testo: i Nirvana ci hanno rovinato l’adolescenza  

Consuelo Crespi - 19 ottobre 2018

Questa mattina mi sono svegliata e, scrollando le varie pagine social, una notizia spaventosa mi è capitata davanti agli occhi. “NIRVANA REUNITED”, con l’immagine…

Euforia, il nuovo film di Valeria Golino: il coitus interruptus della morte
Arte
2 condivisioni59 visualizzazioni
Arte
2 condivisioni59 visualizzazioni

Euforia, il nuovo film di Valeria Golino: il coitus interruptus della morte

Valeria Mangano - 19 ottobre 2018

Euforia è il nuovo film di Valeria Golino, seconda opera dopo l’esordio alla regia con Miele (2013). Se state immaginando…