Fabri Fibra, Un fenomeno in tour che mi ha rovinato la vita

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20 Ottobre 2017
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“Un fenomeno in tour”, la serie di live di Fabri Fibra appena partita, è solo l’ultimo capitolo dell’epopea del rapper. Un rapper capace di sconvolgere la serenità di un Millennial. Fin da quando cantava: “Laura Chiatti me la voleva dare”… E lui, il Millennial, avrebbe dato un arto perché Laura Chiatti gliela desse…

 

Ah, “Un fenomeno in tour”. Ah, Fabri Fibra. Ah, Laura Chiatti. Rievocare Laura Chiatti, per me, è sempre doloroso. È stata la mia ossessione. Ero fidanzato con lei, nella testa. Carla, quella che mi dava la manina per davvero, non ne era troppo contenta ma dovette rassegnarsi, nella migliore delle ipotesi, ad un mentalissimo ménage a tre. Nella peggiore delle ipotesi, un rapporto sessuale con Carla era un rapporto a due tra me e Laura Chiatti, gli occhi chiusi fan miracoli. La mia storia con la divina unica inimitabile Laura Chiatti fu stroncata dalle parole pronunciate per radio da Fabri Fibra.

Il mio Rivale non ebbe nemmeno lo scrupolo di aspettare che finissi di spalmare la marmellata di fichi sulla fetta biscottata: “Laura Chiatti me la voleva dare… Ogni tanto la messaggio, dico Ciaocomestai, lei mi risponde Civediamoescopiamo”. La mia Laura gli rispondeva “Ci vediamo e scopiamo”. “Ci vediamo e scopiamo”. “Scopiamo”. Il mio cuore fece fsssssffss, si sgonfiò. Con Carla non fui più lo stesso, perché mentre provavo a fare l’amore con lei e Laura Chiatti, o con gli occhi chiusi solo con Laura Chiatti, sul letto compariva Fabri Fibra, ogni volta, che mi rivolgeva un tutt’altro che conciliante “No No” col ditino, quello stesso sporco ditino che toccava dappertutto la mia Laura Chiatti.

Provai a calmarmi leggendo un libro di Yukio Mishima, un autore che sentivo in quel momento molto vicino a me, soprattutto perché aveva risolto i problemucci della vita con un seppuku e Ciaoatutti. Lezioni spirituali per giovani Samurai. Quindicesima riga (quindicesima): “È dunque una contesa, una lotta tra l’arte e la vita”. L’artista mentre è artista non può contemporaneamente vivere appieno la vita, e viceversa: se vivi appieno, non hai il tempo per fare l’artista serio, l’artista vero (sennò sei un artistoide artistucolo del piffero, sappilo). Che dramma! Ma i drammi non erano finiti, perché ebbi come l’impressione di aver già sentito quella frase, da qualche parte. Fabri Fibra. Fabri. Fibra. “Più sogni e meno fai, più fai e meno sogni, prima lo si impara, poi Pa pa para para pa pa para”. Pa pa para para pa pa para.

Fabri Fibra, il mio nemico assoluto, aveva già capito tutto, molto prima di “Un fenomeno in tour”. Chiusi il libro di Mishima e scaricai le canzoni di Fabri Fibra, tutte, anche quelle che aveva cantato alla recita di Natale, alle elementari e senza tatuaggi cattivi. Era l’inizio di una nuova ossessione, da Laura Chiatti a Fabri Fibra. Il vero nemico, ti ossessiona, soprattutto se sei uno squilibrato come me. Così ho ascoltato Fabri Fibra per anni. L’ho analizzato. L’ho vivisezionato. Per anni. Oh, non ne ha sbagliata una. Persino alla recita di Natale ci va giù pesante, spara a zero sui Re Magi, col suo stile speciale ed irriverente, alla Fabri Fibra. Lo odio, e un po’ lo amo.

Non ne sbaglia una. “Frate, fammi fare il fenomeno”, “Siamo come i tori a Pamplona”. Pa Pamplona. E poi l’ultimo pezzo, Stavo pensando a te, dove è pure dolce. Per sintetizzare: si porta a letto una tipa senza usare il preservativo, poi gli vengono le pare sui possibili Fabrifibrini, poi niente Fabrifibrini (per fortuna aggiungo, altrimenti altri cuori spezzati come il mio per colpa di Fabrifibrini che seducono Laurachiattine) e allora finisce la relazione, poi lui è a casa da solo, gli sembra una figata, ma mentre si scalda al microonde un piatto di lasagne pensa a lei. Più o meno la storia è questa. Non ne sbaglia una il maledetto, è sempre sul pezzo. Un millennial non può che esaltarsi, a sentir cantar solitudini-figata che mutano in solitudini-tristi, lasagne al microonde, gnocche stantuffate, e soprattutto condom non usati. Perché per il vero millennial, il mal francese è solo un male molto chic.

Non so cosa mi è successo adesso ma Fabri Fibra mi hai fatto ancora fesso mentre tu fai sesso io son qui depresso. Parlo in modo diverso il mio cielo non è più terso nel buio sono immerso solo in un mondo perverso. Fabri Fibra hai vinto tu, ancora una volta. Applausi, non per me.

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