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La verità è che oggi i boomer al liceo non sopravviverebbero

27 Aprile 2022
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Standard alti, competizione alle stelle, più materie, più impegno e più ore. Che i Boomer fossero inadatti alla vita del 21° secolo già si sapeva, l’incapacità di utilizzare il pollice opponibile per scrivere un messaggio, o di trovare il tasto di accensione del computer, sono la prova che la selezione tecnologica potrebbe mietere nuove vittime in un futuro piuttosto prossimo; ma sapevate che molto probabilmente non sopravviverebbero mai al liceo di oggi? 

Nell’arco di mezzo secolo le istituzioni scolastiche sono profondamente cambiate, e non parliamo solo dell’introduzione dei tablet e delle lavagne elettroniche, no. Parliamo di fattori strutturali, della cultura dello studio, dell’impegno richiesto e del fatto che l’istruzione non è più un lusso riservato all’élite. Il che è un bene (certo, evviva!) ma significa anche che l’aumento della competizione è direttamente proporzionale all’aumento del numero degli studenti.

Andare al liceo oggi non è affatto una passeggiata

Quando Gina Denny, laureata in educazione e blogger, si è messa ad aiutare suo figlio a fare i compiti di algebra, ha realizzato una cosa importante: i problemi da risolvere erano davvero difficili, e gli esercizi richiedevano un sacco di tempo. Pizzicata dall’anziana suocera, convinta che il nipote avrebbe dovuto sopportare i compiti di matematica solo per qualche mese, visto che secondo la sua esperienza le scuole finivano all’età di 15 anni, Denny si è messa a fare dei rapidi calcoli, giungendo a una conclusione piuttosto interessante: il liceo nel 2022 non è affatto una passeggiata, anzi, metterebbe in difficoltà persino gli adulti.

In Arizona, nel 1965 la scuola iniziava alle 9 e finiva alle 3, oggi la campanella suona alle 7.20 e alle 2.40. Le ore settimanali sono passate da 30 a 36; se negli Anni ’60 agli studenti veniva data l’opzione di imparare una lingua straniera, nel 2022 le cose sono un po’ diverse, con i dati che dimostrano che l‘88% dei diplomati delle scuole superiori ha frequentato almeno un corso di lingua, e il numero delle lezioni obbligatorie da seguire è passato da 7 a 22

“I ragazzi della Generazione Z sono svegli prima del sole, stanno a scuola per più ore al giorno rispetto a qualsiasi generazione precedente, frequentano più materie e hanno meno tempo per corsi professionali o tempo libero – ha scritto Denny – e nonostante tutto esiste ancora una mentalità ancora pervasiva per cui ‘i ragazzi di oggi non sanno come lavorare’, non durerebbero là fuori”. Non è forse il contrario? 

Un sistema al contrario

Cosa significa tutto questo? Significa che i Boomer avevano lezioni più facili al liceo, con meno requisiti da dimostrate per ottenere il diploma, e aspettative decisamente inferiori. Nonostante le premesse, pochi di loro si sono laureati e un numero ancora più scarso ha frequentato il College o l’Università. Ma il mondo funziona al contrario, e i Boomer dettano legge e scrivono libri, gli stessi testi sui quali i ragazzi studiano al liceo. 

“I Boomer occupano le posizioni più alte della scala sociale, sono la classe politica dirigente, nominano imprenditori e attivisti non qualificati per supervisionare le politiche educative – conclude Denny – I politici Boomer sanno che il loro pubblico (i Boomer di Facebook e Fox News) ama questo conflitto generazionale. Sanno che approvare leggi sulla “protezione” dei bambini dagli insegnanti LGBT o dalla Critical Race Theory farà gongolare quel pubblico, con una cupa soddisfazione per aver aver avuto la meglio sul futuro dei bambini. E la massa di Boomer incollata davanti al televisore ascolta i politici a bocca aperta, pendendo in tutto e per tutto dalle loro labbra. Come è successo? Semplice, non hanno imparato abbastanza quando erano a scuola.