Il ritratto di Dorian Gray racconta la vita di un tipico Millennial alle prese con i selfie

4 dicembre 2018
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Forse siamo tutti Dorian Gray. Tu, Millennial assetato di selfie, ossessionato dal tuo profilo migliore, che cancelli miliardi di foto prima di postarne una, hai mai pensato che, prima di tutti noi, fu Il ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde a precorrere l’ossessione della bellezza imperitura ( e del filtro fotografico fai-da-te)?

Giusto per ricapitolare la trama del romanzo, vi ricordo che Dorian Gray è un giovane di belle speranze, dal carattere acerbo e dall’intelligenza mediocre, dotato di un bellissimo viso, che vive nella borghesissima Londra vittoriana.

Dorian Gray ha la fortuna di essere ritratto dal pittore Basil Hallward, che poi gli regala il quadro, e arriva a essere quasi geloso della sua immagine dipinta, tanto da stringere una specie di patto col diavolo per non invecchiare. A testimoniare gli anni che passano e la corruzione dell’animo di Dorian sarà proprio il suo ritratto, che si sfigurerà al posto suo. Solo la morte ristabilirà l’ordine naturale, trasferendo sul cadavere di Dorian il peso della vecchiaia e delle sue azioni.

E se Dorian Gray vivesse oggi? Penso che forse potrebbe risparmiarsi il patto col diavolo, e pure quello col chirurgo plastico. Infatti ogni Millennial che si rispetti ha il suo personalissimo chirurgo, che per intervenir non necessita neanche di anestesia: il magico filtro di Instagram.

Eh sì, per la prima volta nella storia umana noi possiamo apparire più belli senza soffrire, toccando semplicemente lo schermo del nostro cellulare.

Possiamo diventare cagnolini, teneri coniglietti e astronauti oppure dotarci di occhiali da sole, cappelli, foglie, illuminazioni speciali e, soprattutto, di un make-up perfettamente rifinito grazie ai nuovi filtri che promuovono prodotti di bellezza.

Siamo così abituati a usare i filtri da patire uno “shock da illusione infranta” quando per caso incontriamo l’influencer che seguiamo e scopriamo che i brufoli li ha anche lei/lui.

Viviamo nel mondo dorato dell’estetica del bello ma ci accontentiamo di essere perfetti quantomeno in foto, consegnando alla memoria futura pixel e pixel di pelle turgida e riposata, capelli lucenti e ciglia da cerbiatti.

Rimane solo un’amara verità: oggi come oggi Il ritratto di Dorian Gray non avrebbe potuto essere scritto, semplicemente perché, caro Dorian, non è più tempo di patti col diavolo, dato che… al demonio chi ci crede più?

Il Millennial ha un solo credo: l’apparenza. Un solo scopo: la fama. Un solo dio: l’ego.

Vuoi mica che si metta a fare patti con uno che ha la coda e la cui ultima immagine decente risale forse ai tempi di Michelangelo?!

 

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