La serie fantasy pressappochistica per eccellenza: The Witcher

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30 Dicembre 2019
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Netflix ci aveva illuso che con The Witcher avremmo trovato una nuova saga a cui appassionarci e invece…la delusione era dietro l’angolo.

Se dovessimo basarci sulla quantità di denaro che Netflix ha speso per pubblicizzare questa nuova serie tv, dovremmo concludere che è il colossal del millennio.

Non solo la faccia accigliata del Witcher (Henry Cavill) ci ha scrutati dalle pareti delle stazioni della metropolitana ma anche dai bus e dalle facciate dei palazzi. Poi ci sono state le rappresentazioni in costume per strada (a Milano almeno) con tanto di menestrelli e influencer invitate a fare la claque.

Poi noi semplici spettatori abbiamo cominciato a guardare la serie e per poco non siamo morti di noia. Ma andiamo con ordine.

The Witcher è una serie tratta da una lunga saga libresca, scritta da Andrzej Sapkowski, da cui deriva anche l’omonimo videogioco.

Racconta di un mondo distopico medievale in cui ci sono esseri mutanti (tra cui i witcher appunto) con alcuni poteri magici, maghi e streghe, mostri e umani.

Gli umani spesso sono più cattivi e perfidi di tutti, per esempio hanno quasi sterminato gli elfi per impossessarsi del potere e delle loro terre, riscrivendo poi la storia, ma a loro volta sono minacciati da esseri che considerano mostri.

The Witcher trama

Il witcher Geralt di Rivia caccia i suddetti mostri per soldi. Se ne sta lì con la sua mascellona squadrata, i suoi capelli biancoazzurri al vento e i suoi muscolazzi, che lo fanno assomigliare a un Legolas pompato.

Quale sarà l’impresa che dovrà affrontare? In teoria trovare e proteggere la principessa Cirilla (Freya Allan), che gli è stata destinata come ricompensa per aver salvato il padre di lei un tempo.

Impresa alquanto ardua dato che tutta la stagione si gioca su diversi piani temporali che si confondono e onestamente mettono in crisi anche lo spettatore più attento.

A un certo punto però appare Yennefer (Anya Chalotra), una ragazza storpia che scopre di avere il dono della magia. Yennefer è l’unico personaggio minimamente interessante finché… non incontra Geralt e tutto diventa molto simile a un romance orchestrato male.

The Witcher recensione

La sensazione generale è che la serie, pur promettendo molto bene sulla carta, non riesca a trasporre il materiale (copioso) dei romanzi da cui è tratta.

Il plot sembra diluito in un insieme di puntate introduttive e lunghissime e a volte soporifere.

Il linguaggio è volutamente troppo moderno rispetto all’ambientazione medievale (parolacce come se piovesse e addirittura si parla di “spa”, intese come centri benessere) così come le canzoncine odiose e irritanti del menestrello Ranuncolo.

Avremmo potuto perdonare i dialoghi scontati, i personaggi poco indagati e il protagonista, Geralt, con la sua espressione da “qui il duro sono io” se solo fosse successo qualcosa. Invece a parte un exploit finale interessante, la serie scorre piatta, senza riuscire a coinvolgere emotivamente.

Se avete tempo da perdere usatelo per leggere i libri, chissà che non vi riservino qualche sorpresa in più rispetto a questa serie dall’intreccio discutibile.

 

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