Trono di spade 8 episodio 4: Jon Snow è uno zerbino della fyga

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7 Maggio 2019
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Avevo letto delle critiche anche per quest’ultima puntata di Got e come al solito sono andato oltre. Ho fatto bene: Trono di spade 8 episodio 4 è bellissimo. C’è gente che ha criticato anche la puntata precedente… forse la più bella di sempre. Però tu, Jon Snow, un po’ di palle, su…

Prima di Trono di spade 8 episodio 4, ’unica cosa che sappiamo è che mancano tre puntate alla fine, per il resto ogni istante è nuovo. Siamo in un terreno sconosciuto, tutto è così reale. Le scelte hanno delle conseguenze immediate, tutto è intrecciato. Amore, morte, speranza. Il bene e il male che tanto vengono caldeggiati ogni volta che si entra nel tema epico, sono al loro apice.

Sono così stretti che non si sa più distinguerli. Jon è il bene eppure si è fatto zerbinare un’altra volta da una donna (come dice Marti). Quando c’è di mezzo la faiga lui stacca il cervello, lo aveva già fatto con Ygritte e suona ancora profetico quel “you know nothing Jon Snow”. Come direbbero al bar sotto casa mia: sei proprio un brodo, bimbo!

Con Daenerys la zerbinata è peggiore che in passato, l’ha lasciata compiere la mossa scellerata di andare a sud con i draghi zoppi e zero idee. Danarys era il bene, la liberatrice dalle catene e adesso ad ogni mossa ci ricorda sempre più un politico che ha tanto promesso in campagna elettorale per poi disattendere la sua stessa parola.

Vederla scappare a gambe levate dalla flotta di ferro è sia l’unica cosa intelligente che ha fatto finora, sia la metafora di una sconfitta veramente bruciante. Jamie aveva messo un piede nel bene, con Brienne, il che era veramente stupendo, ma è bastato un corvo per farlo tornare a King’s Landing.

Cersei è sempre stata il male, ma già vedo qualche imperterrito partito revisionista, un giorno, difenderla per le sue scelte spietate.

Chi non guarda Got da otto anni non capisce quanto queste scelte siano profondamente significative. Anche se non l’ha scritto il suo autore, anche se questa stagione è frutto della mente degli sceneggiatori di Hollywood. I libri saranno diversi non c’è dubbio, ma intanto devono uscire e per ora questa è l’unica realtà che conosciamo.

Politicamente Daenerys è un’inetta. Non ha tattica, ha solo pancia. Forse l’unico gesto giusto fino a ora l’ha fatto portando indietro il suo drago, arretrando per la prima volta, per salvarlo dalle balestre giganti della flotta. Per il resto non ascolta, dice di amare Jon ma non lo tratta con amore perché in amore un trono non può avere tutta questa importanza.

In Trono di spade 8 episodio 4 gli si presenta in camera e gli mette le mani sul pacco, per poi ricordargli che se spiffera il segreto della sua origine alla famiglia non gliela darà più. Non proprio una mossa di classe. Lui per non essere da meno, tiene il segreto di Pulcinella dieci minuti e lo dice alle sorelle, sapendo che ormai la bomba l’ha lanciata e che se anche qualcuno risalirà alla sua mano, ormai sarà troppo tardi per rimproverarlo. Ma non l’ha fatto con la testa, non è uno stratega. L’ha fatto perché non ci sta dentro. Così come nessun altro a questo punto di delirio. Pure Tyrion è annebbiato dalla bionda e la chiama “Mia regina” e tutte quelle cazzate.

Se c’è una cosa che dice la quarta puntata è che la classe dirigente quasi mai è all’altezza del proprio compito. Per esserci dovrebbe vivere in una bolla, alienata da tutto ciò che è terreno, perché sono i beni più superficiali che inquinano qualsiasi visione utopistica. E i sovrani sono sempre utopici. Sono idealizzati, pompati a dismisura da leggende e potere, ma sotto le vesti sono sempre uomini e donne, pieni di contraddizioni. Più vogliono farsi vedere puri, più facilmente si incrina la loro immagine. Per questo Cersei ha una marcia in più, lei non teme di mostrare la sua meschinità. Cersei è in grado di fingere con una naturalezza feroce. Però schiatterà, questo ce lo dice la nostra fede negli Stark.

Gli Stark, brava gente di montagna, sono stati da sempre umili e paladini della bontà della razza umana. Gli Stark e la gente del Nord oltre la barriera. Falegnami, zappatori, maestri d’ascia, giganti, lupi. E questi buoni posseggono quella calma interiore che gli fa sopportare le bizze di una del sud, venuta coi suoi fasti, i suoi draghi, a banchettare in tavole che non sa onorare.

Daenerys in tutta l’ottava stagione non ha ancora detto una frase felice. Sono morti tutti i suoi amici e come spesso in passato, anche la testa di Melisandre che rotola è colpa della sua inettitudine. Si è fatta il vuoto attorno e tiene per le palle i pochi fedeli con ricatti di vendetta in caso di contraddizione. Sono tempi bui per i sette regni, così come lo sono sempre stati nel nostro mondo. Il fantasy non è poi tanto diverso dalla realtà.

Dopo Trono di spade 8 episodio 4 ci rimangono sempre e solo i sovversivi in cui sperare, i temerari, quelli che qualche anno fa non gli davi una lira e ora sono sulla cresta dell’onda: Arya, Bran, Sansa. Sempre i buoni a farsi il culo e a uccidere i re della notte, per poi magari vedere sul trono qualcun altro. A questo punto, almeno, non la bionda.

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