I Diavoli sono in mezzo a noi? L’inferno della finanza su Sky

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4 Settembre 2020
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Diavoli rivela il peggio della finanza mondiale, le sue trame e gli intrecci con la politica. Forse sarebbe stato utile vederla prima di imparare a nostre spese cosa siano il rating e i mutui subprime.

La serie tv Diavoli nasce dall’omonimo romanzo di Guido Maria Brera, ex trader (e marito di Caterina Balivo, giusto per il gossip), che ha raccontato la sua esperienza ai vertici di una grande banca durante la crisi finanziaria europea iniziata nel 2011.

La serie, diretta da Nick Hurran e Jan Maria Michelini e prodotta da Sky con Lux Vide, è stata recitata in inglese e ha tra gli interpreti anche Kasia Smutniak (che interpreta Nina, moglie di Dominic).

Trama

Massimo Ruggero (Alessandro Borghi) è l’Head of della New York-London Investment Bank e pupillo del suo CEO, Dominic Morgan (Patrick Dempsey). Dopo avere faticato non poco per arrivare ai vertici, in quanto italiano e per di più di estrazione umile, Massimo si trova a gestire fondi di investimento che traggono profitto speculando sulle obbligazioni.

La morte di un collega rivale e le indagini che lo vedono come sospettato spingono Massimo a cercare la verità per conto proprio. Si imbatte così in Subterranea, un gruppo anarchico che svela segreti scomodi, e nell’attivista Sofia Flores (Laia Costa). Ma la verità ha un prezzo, soprattutto se in gioco c’è l’esistenza stessa dell’Europa, che Massimo cercherà di salvare dal tracollo.

Il tema dominante: la finanza e il suo lessico

Diavoli si presenta come un thriller il cui sfondo sembra essere la finanza, ma in realtà ne è anche il cuore. Infatti, a partire dal crack argentino, passando per i mutui americani subprime si arriva dritti alla crisi economica che ha fatto vacillare l’Europa e l’Italia nel 2011.

Ciò che rende la serie ostica al pubblico più giovane è l’uso di molti termini tecnici e concetti ignorati dai più.

Shortare. Questo è il verbo più utilizzato di tutta la prima stagione della serie, quindi è bene sapere cosa sia. “Shortare” dei titoli, significa vendere allo scoperto, ovvero vendere qualcosa che non si possiede ancora (i titoli), e poi riacquistarli.

Lo short selling si basa sull’idea che ciò che stiamo vendendo lo riacquisteremo poi a un prezzo ancora inferiore, ottenendone quindi un guadagno.

CDO (Collateralized Debt Obligation). È un prodotto finanziario composto da prestiti, alcuni “buoni” perché hanno garanzie adeguate altri molto rischiosi, perché privi di garanzie. Se dentro ci sono molti prestiti non garantiti, ben presto il flusso in entrata diminuirà fino a diventare negativo e portare al default.

Una volta apprese queste due nozioni base, vedrete che la serie sarà un po’ più comprensibile!

Il che dovrebbe però farci riflettere sull’ignoranza generalizzata che vige in merito alla finanza e al suo funzionamento. Può apparire come un mondo lontano e astratto e invece è davvero concreto e influenza ogni secondo le scelte politiche mondiali e poi quelle dei singoli.

Perché vederla, oppure no

Tra i pregi della serie c’è un quadro generale davvero affascinante e attuale, dato che la crisi ormai è sempre dietro l’angolo, che viene svelato con troppi tecnicismi ma che cattura lo spettatore.

A fianco c’è il thriller e gli intrighi politici che investono Massimo e la NYL e che nel lungo periodo vengono ben sviluppati.

Unica pecca è la conclusione, in cui sembra che la realtà possa essere ridotta a un confronto tra vincitori e vinti, quando invece è molto più complessa.

Tuttavia la promessa di una seconda stagione imminente, composta anch’essa da 10 episodi di circa 50 minuti, fa sperare in nuovi intrecci e colpi di scena.