Perfetti Sconosciuti: i segreti dietro al successo del film italiano con più remake al mondo

13 Gennaio 2023
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Citato di recente dal The Economist, il film di Paolo Genovese ha spopolato in tutto il mondo con più di 20 remake. Dalla sua uscita nelle sale nel 2016, la commedia italiana ha fatturato globalmente più di 30 milioni di dollari e la sua sceneggiatura è stata premiata al Tribeca Film Festival, il festival annuale che ha luogo ogni primavera a New York City. In aggiunta al successo mondiale, quest’anno andrà in scena a Roma (dal 12 al 23 aprile) un adattamento teatrale del film al teatro Ambra Jovinelli. Ma quali sono i segreti che hanno reso così popolare Perfetti Sconosciuti?

La trama, semplice quanto potente, riesce a destare interesse nelle diverse generazioni, andando a toccare problematiche sociali importanti e globalmente condivisibili. Analizzando i vari aspetti del film, notiamo come la commedia abbia la capacità di adattarsi a situazioni differenti, riflettendo così tutti gli aspetti dell’umano. Perfetti Sconosciuti cambia volto ad ogni remake, si mimetizza perfettamente in ogni Paese in cui viene portato, diventando in questo modo specchio di ogni cultura che attraversa.

L’adattabilità ad ogni cultura

Tra i segreti che si nascondono dietro alla popolarità di Perfetti Sconosciuti c’è una trama semplice quanto geniale. Essa lo rende perfettamente inquadrabile in culture diverse senza dover apportare troppe modifiche. Una cena tra amici italiani che mangiano gnocchi si trasforma facilmente in un pasto a base di renna in Islanda. Il vino biodinamico portato da una coppia ai padroni di casa diventa in Corea del Sud un set di tovaglioli di carta, che rappresentano per i sudcoreani un augurio di buona sorte.

Il set è riproducibile facilmente anche a livello economico. Bastano una casa, una tavola apparecchiata e un gruppo di amici. Al suo interno è semplice inserire tutte le modifiche necessarie per i vari remake. Anche i personaggi stessi possono cambiare. Ad esempio, in Danimarca, Paese molto più aperto alle coppie LGBTQ+, la reazione bigotta degli amici alla scoperta della relazione di un personaggio con un uomo sarebbe risultata poco credibile. Per questo motivo quest’ultimo viene sostituito da una donna omosessuale che però è sposata con un uomo.

I temi profondi e la critica alla società

Sebbene Perfetti Sconosciuti sia una commedia, i temi profondi affrontati spingono lo spettatore alla riflessione. L’ipocrisia del gruppo di amici, la reazione sconcertante di fronte all’omosessualità di un personaggio (il quale, si scoprirà, ha addirittura perso un’offerta di lavoro per questo motivo), i tradimenti scoperti mostrano una società dell’apparire dove tutto il marcio è nascosto sotto il tappeto. O, meglio, dentro ai nostri smartphone. E questo va a toccare tutte le generazioni. Infatti, il mostrarsi in un certo modo sui social, il sembrare sempre perfetti, è un tema fortemente attuale nella società di oggi per qualsiasi età.

Il telefono cellulare come «scatola nera della nostra vita»: ma è questo il punto?

Il film inizia con la proposta, fatta per gioco, di leggere ad alta voce i messaggi ricevuti e ascoltare in vivavoce tutte le chiamate: «Qua dentro ci abbiamo messo tutto», afferma Kasia Smutniak in una scena del film, «Questa qua ormai è diventata la scatola nera della nostra vita». Qualcuno potrebbe pensare che il tema del film voglia essere la nostra dipendenza dai social, il nostro affidare a un oggetto elettronico tutta la nostra esistenza. In realtà, il punto del film è un altro: l’importanza della privacy, dell’avere un luogo solo per noi stessi, un privato che non è sempre necessario rivelare agli altri. Come afferma Rocco, interpretato da Marco Giallini: «Siamo frangibili, tutti, chi più chi meno».

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