La terza stagione di Narcos provoca il “Virus N”, ma si può guarire

6 settembre 2017
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Finalmente, è uscita la terza stagione di Narcos! La penultima.

Forse Narcos è la serie TV a “mietere più vittime” dopo Game of Thrones (o Trono di Spade, chiamatelo come vi pare); quindi l’autunno sta arrivando (ciao Casata Stark), le giornate si accorciano, la temperatura si abbassa e Netflix ci barrica in casa con questa attesissima terza serie.

Narcos è la storia del narcotraffico colombiano a partire dall’ascesa di Pablo Escobar fino alle sanguinarie guerre tra il Cartello di Cali e Medellin: se siete sensibili, meglio i Simpson su Italia 1.

Se invece siete dei veri “watcher”, anche voi verrete contagiati. Narcos ti entra dentro e non ti molla più. Quindi presenterete questi sintomi da “Virus N”.

La sigla canticchiata in itagnolo

E’ problematica la situazione, molto problematica! Soprattutto quando non conosci nessuna parola in lingua spagnola, ma dici “Conosco tutta la sigla di Narcos a memoria, ora posso andare in Spagna e fingermi madrelingua”. Vi troverete a canticchiare “El fuego que arde tu piel” e “La espada que guarda el caudal” nei momenti più strani della giornata e, ogni tanto potreste persino simulare la chitarra iniziale come se aveste mangiato la chitarra di un mariachi.

La vena latina

“Wow! Oggi sei molto spagnoleggiante” questa la frase che ti sentirai dire per almeno 2 settimane dopo il contagio, ovvero il tempo in cui non avrai altra serie all’infuori della terza stagione di Narcos. Dirai frasi del tipo “Hasta la vista” o chiamerai i tuoi amici “Hermano” e altri termini tipici latinoamericani, ma che ti faranno assomigliare più al Dogui piuttosto che un narcotrafficante.

Offese gratuite

Ci siamo passati un po’ tutti. Inizierai ad insultare qualsiasi persona, cosa, o il semplice nulla. “Malparido” di qua, “Hijo de puta” di là, giusto per dire queste due simpatiche parole che lo Zio Pablo ripete dalle 10 alle 20 volte in ogni episodio. Un po’ come quando insegni ai tedeschi in villeggiatura a dire parolacce e bestemmie convincendoli che sono modi per dire “Bella ragazza” o “Buono questo piatto di pasta”.

Deliri di onnipotenza

Un effetto collaterale delicatissimo: l’onnipotenza. Proprio così, dopo qualche episodio ti sentirai Pablo Escobar e mentre sei in giro con quattro amici ti senti un “chico della calle” a cui tutto è dovuto sennò il tuo interlocutore si ritroverà con un foro in testa. In realtà, come dice Guè Pequeno, nella canzone utilizzata da Netflix Italia per pubblicizzare l’uscita della terza stagione di Narcos: “Tu non sei Tony (ndr. Montana), sei un semplice Marco e hai visto anche troppe puntate di Narcos”.

Se anche tu sei affetto da questa malattia, non preoccuparti, basteranno poche settimane di disintossicazione dalla terza stagione di Narcos e senza l’utilizzo di alcun medicinale.

Unico rimedio: un’altra dose massiccia di serie TV somministrate da Netflix per farci dimenticare la serie precedente.

Dimenticavo:
E’ un presidio medico chirurgico: se uno di questi sintomi persiste contattare uno bravo.

 

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