Willi Ninja e il voguing: un amore immortale

14 Giugno 2023
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Il suo nome è diventato leggenda nel mondo delle ballroom: Willi Ninja è stato il padrino del voguing e ricordarlo è doveroso. Anche Google lo ha fatto, dedicandogli un doodle ad hoc per celebrare i 23 anni dall’uscita del documentario Paris is Burning, pezzo cult della cultura del voguing che, ovviamente, lo vede tra i protagonisti.

Nato il 12 aprile 1961 in quel di New York, Willi Ninja, prima di diventare un’icona, era “solo” William Roscoe Leake. Cresciuto a Flushing, nel Queens, Ninja si appassionò quasi subito alla danza e fu la madre a incoraggiarlo, portandolo a vedere vari spettacoli e insegnandoli anche alcune delle “mosse” che, in futuro, lo resero uno dei più grandi di quel mondo. L’amore per la danza unita all’amore per la cultura asiatica e per le arti marziali furono la pozione magica perfetta ai fini del suo sogno.

Nel giro di poco tempo divenne una delle personalità più influenti delle sale da ballo di Harlem: erano gli anni Ottanta e Novanta quando Willi Ninja divenne, a tutti gli effetti, Willi Ninja. Quando Ninja cominciò a ballare questo stile di danza ancora non si parlava di voguing, bensì di posing. Grazie allo stile del ballerino e al suo spiccato senso di creatività, si aggiunsero nuovi movimenti, contorsionismi originali e tutto ciò che poi entrò ufficialmente a fare parte dello stile New Way voguing.

Se il documentario Paris is Burning lo rese celeberrimo in tutto il mondo, prima di quella grande occasione ce ne furono per lui altre. È il caso della sua apparizione nei video musicali di Alright ed Escapade, entrambi interpretati dall’iconica Janet Jackson.

Anche Madonna lo ha voluto tra i suoi ballerini e il palco della popstar divenne anche un po’ il suo: vi vediamo ballare a passi di voguing la canzone Vogue, appunto.

Dopo la pubblicazione del documentario la carriera di Willi Ninja esplose: il ballerino di Harlem calcò le più importanti passerelle di alta moda, come quelle di Jean Paul Gaultier e di Thierry Mugler.

Il voguing come stile di vita: inclusività, famiglia e battaglie tra houses

Google si è ricordato della ricorrenza, ma l’anniversario dell’uscita di Paris is Burning ci riporta anche al Pride e alla comunità LGBTQIA+, protagonista assoluta delle battaglie tra le houses di quegli anni. Willi Ninja aveva la sua e il suo stile inconfondibile riempiva le sale da ballo e lasciava tutto il pubblico senza fiato. Iconico, stiloso, leggero e morbido nelle movenze, Willi Ninja ha fatto del voguing un vero e proprio stile di vita.

La sua The Iconic House of Ninja, fondata nel 1982, ha resistito e resiste ancora oggi, nel pieno del 2023. Tra i membri attuali di quella famiglia immortale ci sono Archie Burnett Ninja, Javier Madrird Nnja, Kiki Ninja e Akiko Tokuoka (KiT Ninja).

L’amore che Willi Ninja aveva per la sua famiglia e per tutta la comunità LGBTQIA+ è immortale, così come rimarrà immortale l’attivazione da parte del ballerino verso la lotta allo stigma legato all’AIDS che, come sappiamo, in quegli anni era particolarmente pesante. Fu a causa di alcune complicazioni connesse proprio all’AIDS che Willi Ninja morì il 2 settembre 2006, a soli 45 anni.

C’è aria di voguing ancora oggi e lo dobbiamo proprio a Willi Ninja

Sono passati più di 40 anni ma il voguing continua vivere anche oggi, nel pieno del 2023. Oltre a essere una forma di danza particolare ed esclusiva, il voguing è a tutti gli effetti un’importante forma di comunicazione e di espressione del sé. Il corpo diventa un veicolo di emozioni e di messaggi e Willi Ninja ha contribuito nella diffusione di questo stile di danza potentissimo.

Attraverso quelle pose plastiche ispirate alla “vita da passerella”, il voguing aveva e ha tuttora l’obiettivo di rompere gli stereotipi e di esprimere invece la propria identità senza paura. Willi Ninja lo ha fatto a 360° e ha lasciato un’impronta indelebile in primis nella comunità LGBTQIA+, ma in generale in tutte le persone del mondo.

La musica unisce, la danza unisce e il voguing esprime la magia incredibile che ha la vita.

PS: Se ancora non lo avete fatto, correte su Netflix e guardate Pose, non ve ne pentirete.

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