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ll segreto di Haaland è il biohacking, e ora il bulletproof coffee conquisterà tutti

10 Marzo 2021
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A tutti piace vivere a lungo, a nessuno piace invecchiare: allo scrittore irlandese Jonathan Swift (Gulliver e tanto altro) il merito di aver riassunto in una frase uno dei principi fondanti dell’esistenza di tutti noi.

Per questo motivo si è sempre alla ricerca di nuovi stili di vita, di diete miracolose, di tecniche di rilassamento che possano rendere l’essere umano più longevo possibile: per questo motivo sta prendendo sempre più piede nelle chat e nelle chiacchiere tra i millennial il concetto di biohacking, termine con il quale si vuole indicare un qualcosa a metà tra il filosofico e il nutrizionistico e che si sta facendo molta strada nello sport professionistico, in particolare nella Bundesliga, la serie A tedesca di calcio. A vedere come spacca le porte Erling Braut Haaland (nella foto), il centravanti del Borussia Dortmund, assiduo sostenitore di questa pratica, qualche pregio deve in effetti averlo.

Il segreto di Haaland è il biohacking, ma cos’è?

In che cosa consiste il biohacking? È un movimento nato negli anni ottanta e che ha iniziato a prendere piede all’inizio del terzo millennio in California. In origine suggeriva la sintesi tra metodologia ed etica hacker e i sistemi biologici: con il tempo alcuni aspetti folkloristici (chip sottopelle ad esempio) hanno lasciato più spazio al nutrizionismo, grazie in particolare a Dave Asprey e al suo bulletproof coffee, un misto di miscela di caffè, olio di cocco e burro chiarificato, subito adottato in Silycon Valley e dai radical chic. In Italia il primo a parlarne fu Jovanotti, che ne fece un must nella sua alimentazione soprattutto durante i tour.

Il metodo biohacking di Haaland: dieta, sonno e cuore

Il metodo biohacking è composto da poche ma essenziali regole: una dieta che elimini tutto quanto procuri infiammazioni (cibi ricchi di zuccheri, grassi saturi…), dormire con grande regolarità (stesse ore ogni notte, andare a letto e svegliarsi sempre alla stessa ora), monitorando il sonno con app specializzate e provare ad entrare in sintonia con i battiti bionaturali con la cosiddetta terapia delle onde sonore, che servirebbero a creare una sorta di effetto tridimensionale atto a calmare stress e ansia.

A parte il caffè proiettile, forse nulla di nuovo rispetto a quello che si cerca dalla notte dei tempi e che ogni millennial insegue dalla mattina alla sera: uno stile di vita equilibrato che torni utile “contro il logorio della vita moderna”, come recitava un epico spot televisivo degli anni sessanta. All’epoca si stava consumando il passaggio di consegne tra boomer e generazione X: dopo più di mezzo secolo si è ancora tutti alla ricerca di un sistema che alleggerisca il girovita senza fare né troppa fatica né particolari sacrifici. Bastasse una bevanda con dentro il burro di yak…

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