L’uovo fatto come una volta (no, non siate volgari: c’è modo e modo!)

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14 Settembre 2020
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La storia dell’ “Uovo di Selva” racconta di quando la passione diventa business. Un business che attualizza e modernizza antiche abitudini con impatto ambientale pressoché nullo. Sarebbe difficile opporre anche i più estremi principi Gretisti al concept creato da Massimo, a Morbegno, nel castagneto di famiglia.

Un fienile, una casa sull’albero, una casetta in due ettari di castagni ed un pollaio amatoriale sono stati gli elementi di partenza nel 2013.

 

 

Con grande semplicità Massimo dice che il resto è venuto con naturalezza. Hanno recintato un ettaro di bosco, aumentato le galline a 700 unità e le hanno lasciate libere di muoversi e vivere allo stato semi-selvatico.

In un bosco ovviamente ci sono i predatori, soprattutto notturni come le volpi, ma dei dolcissimi maremmani alternano giochi con le galline ad un’attenta guardia. Dalle 700 si è arrivati a circa le 2000 attuali divise in due maxi pollai/selva di un ettaro ciascuno. Ogni animale ha, quindi, quasi il doppio dei metri quadri necessari ad un allevamento biologico.

Essendo abitudinarie depongono le uova sempre negli stessi posti: dei nidi creati tra gli alberi. Ogni mattina vengono raccolte e portate direttamente a domicilio entro le 24h. Le consegne le fa direttamente Massimo, anche fino a Milano, vuole avere un contatto diretto coi propri clienti che diventano amici.

 

 

Ci sono quantitativi minimi di acquisto e di solito si uniscono più persone per una consegna. Non vuole fare alcun tipo di spedizione sentendosi responsabile della qualità del prodotto fino alla consegna nelle mani dell’acquirente garantendo che non vi sia alcun sbalzo di temperatura che possa creare condensa sul guscio.

Non c’è alcuna deroga a questa filosofia, quindi se per caso avete un negozio o organizzate un delivery al dettaglio non provate neanche a chiamarlo. Le sue uova sono molto apprezzate dai pasticceri, sono spesso un po’ più piccole di quelle cui siamo abituati ma molto concentrate in proteine per cui ne usano la metà. In effetti quando ho provato a montare il bianco, il risultato è stato incredibile.

 

 

Le galline raspano nel bosco e mangiano liberamente anche le castagne, la dieta è integrata con mangime biologico. In effetti si “inselvatichiscono” un po’, anche la carne risulta diversa rispetto a quella dei polli da cortile, per non parlare di quelli a batteria. Per la sera e per quando fa freddo sono stati approntati dei rifugi in cui si riparano.

Al venerdì trovate Massimo al mercato di Campagna Amica a Sondrio ma andate presto al mattino perché le uova finiscono subito

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