Rimini wellness: andarci 20 anni dopo per avere nostalgia dei tatuaggi appena fatti

1 giugno 2018
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Rimini, giugno 1998. Avevo 18 anni e feci di tutto per andare a Rimini Wellness, la Fiera del fitness di Rimini. Impallinato con un salutismo quasi isterico, cercavo la Verità muscolare in palestra. E quella spirituale nella New Age. Oggi, guardo i tatuaggi e mi chiedo che cosa hanno fatto i millennial dei loro corpi negli ultimi 20 anni

Molto è cambiato a Rimini Wellness, l’evento oggi tutto benessere e compagnia bella. Benessere e allenamento si uniscono, la formula è un po’ anziana ma in fondo ancora valida: dal 31 maggio e fino al 3 giugno alla fiera di Rimini e su tutta la costa adriatica romagnola, si scatenerà l’energia del movimento.

Ebbene, eccomi qui a Rimini, con i miei 11 chili in più, i miei capelli di nessun colore, una laurea in comunicazione, la partita iva e il lavoro di social media manager. A 38 anni vado ancora in palestra, ma non ho più l’ansia da prestazione. Me l’ha fatta passare la mia compagna, Lilya che continua a rinfacciarmi che vorrebbe da me una pancetta un po’ più pronunciata e morbida: «È rassicurante», dice con il suo forte accento georgiano.

Qui ci sono tantissimi allenamenti, da quello fisico intenso, olistico, giocoso, funzionale o rilassante. La parola olistico mi riporta ai gloriosi tempi New Age. Allora usava fare i fighi con una bottiglia di Ty Nant blu in mano. Oggi vedo soprattutto Redbull. In ogni caso mentre lavoro sul respiro seguendo due o tre regole della Mindfulness, ovviamente mi distraggo. Il che sarà un bene o un male? Pare un bene se te ne accorgi e torni in riga, male se non te ne accorgi e te ne freghi.

A distrarmi sono i nostri corpi, i miei e quelli dei miei coetanei dai 30 in su. La prima cosa triste è che i tatuaggi sbiadiscono. Se va male si sposano a smagliature, ciccia che una volta non c’era. Gli specchi rimandano arti macchiati di inchiostro, certo non disegni brillanti o marziali o amorosi. Se è vero che la maggior parte delle persone che si fa tatuare caratteri giapponesi si ritrova sui bicipiti la scritta sushi maki tempura, andrebbe loro detto che delle due l’una o si fanno cancellare i tatuaggi o smettono di essere vegani e ricominciano a mangiare gli animali.

A proposito di alimentazione buona e sana ai miei tempi se ti dicevano ayurveda, pensavi a un intercalare romano “anvedi”. Adesso è tutto un fluire di energie, monitorate dai tipi dell’antica medicina olistica. Ci crediamo ancora? Sì, perché no? Sappiamo però che Rimini Wellness dovrebbe fare uscire dal suo cappello magico una disciplina nuova, da dedicare alla disciplina. Una pratica che serva a non farci mollare i training, e le diete e l’autodeterminazione.

Ah e poi di diverso c’è che tutto è acronimo o nuovi nomi di discipline mai sentite: WFUN, per coniugare fitness e business WPRO, per aziende e professionisti: RiminiSteel, per chi ama l’attività strong, sport da combattimento, arti marziali, body building e cultura fisica. Poi Riabilitec, per chi ha bisogno di riabilitazione e rieducazione motoria. Quelle che ci è toccato fare quando negli ultimi anni, noi millennial siamo caduti dagli scooter.

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