È mania per le App di delivery veloce ma ne abbiamo davvero bisogno?

25 Aprile 2022
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POV: Sei uno studente universitario (povero), rifiuteresti mai un buono per ordinare gratuitamente la spesa online pur sapendo di contribuire a un sistema di sfruttamento lavorativo e un modello di business insostenibile per le aziende e per il pianeta? Ah no?!

No, non lo faresti, per due ragioni. La prima: le alternative costano soldi e tempo che non hai e che, comunque, non potresti permetterti. La seconda: la verità è che nessuno (le aziende e le app di delivery) vuole che tu trovi delle alternative, anzi.

L’ascesa del rapid-delivery

Giovanna Antoniazzi, studentessa della Columbia e residente a New York City, si è trovata davanti allo stesso dilemma, nuove app di delivery continuavano a offrirle prezzi super competitivi e buoni sconto: “Sono una laureanda al verde, non rifiuterò mai del cibo gratis”, ha dichiarato al quotidiano Bloomberg. Ma qual è il motivo di tanta generosità? Nuove startup stanno provando a conquistare il mercato delle consegne nelle grandi città, e per farlo offrono prezzi competitivi e delivery rapidissime, che avvengono nel giro di minuti.

Fridge no More Inc., racconta Bloomberguna startup con sede a Brooklyn, ha generato a febbraio 2022 un fatturato record di 3,2 milioni di dollari, e ha previsto un aumento del 1.600% rispetto all’anno precedente. Eppure, un mese dopo, l’azienda è fallita, lasciando a casa oltre 600 dipendenti. Il fallimento è arrivato poche settimane dopo il crash di un’altra delivery startup, e gli episodi non sembrano essere così fuori dall’ordinario. Le aziende di consegna hanno da sempre provato a fidelizzare i clienti in due modi: offrendo coupon, buy-deals (paghi uno prendi due) e sconti; oppure dimezzando i tempi di consegna, arrivando a pubblicizzare delivery in 15 minuti, o anche meno. Ma soddisfare le promesse fatte ai consumatori è davvero molto costoso, ecco perché sempre più startup hanno chiuso i battenti. 

Cosa c’è dietro alla App di Delivery veloce?

Il modello di consegna rapida richiede alle aziende di affittare e mantenere piccoli centri di distribuzione per restare sempre vicino ai clienti. A differenza di molte aziende di servizi di trasporto e ristorazione, le startup di consegna impiegano direttamente i lavoratori, una strategia per aumentare la velocità che fa anche aumentare i costi di manodopera, ecco perché sul lungo periodo la strategia si rivela fallimentare, a meno che non si trovino investitori, ma le piccole aziende faticano sempre di più a farlo.  

Nel frattempo, le aziende di rapid-delivery (di tutte le dimensioni) stanno cercando di modificare i propri modelli di business. Alcuni stanno valutando un passaggio verso ordini più grandi e meno frequenti, dove la velocità non è più un fattore determinante. Le piattaforme più affermate si stanno dedicando al marketing, cercando di vendere più pubblicità all’interno delle loro app. Nel frattempo anche le città (teatro di lotte sanguinose all’ultima pedalata) stanno correndo ai ripari: Il consiglio comunale di New York sta valutando la possibilità di vietare alle aziende di pubblicizzare tempi di consegna di 15 minuti, con i sostenitori che ritengono che le pressioni esercitate dalle compagnie possano mettere a repentaglio la sicurezza dei riders