Le caratteristiche dei millennial: scelgono la casa come facevano i nonni?

Alice Busi
1 Giugno 2017
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Udite! udite! Dopo i millennial che riscoprono il matrimonio in chiesa, dopo i millennial che votano a destra ecco la ricerca che dimostra che scelgono la case come i loro nonni

Per il ciclo le caratteristiche dei millennial al microscopio, ecco che adesso salta fuori che siamo un branco di giovani anziani bacchettoni. Ogni tanto ci provano: generazioni più adulte che credono che i millennial facciano tutto seguendo il loro narcisismo. Del resto la generazione precedente aveva subito accuse simili. Ora, almeno in un comportamento di acquisto, quello della prima casa, pare che i millennial si ispirino ai nonni.

Una nuova ricerca commissionata dall’immobiliare Zillow-Real Estate conferma che i più giovani sembrano rimandare l’acquisto della prima casa. rispetto Le precedenti generazioni facevano questo passo verso i 29 anni. I millennial hanno alzato la media a 33 anni. Perché sorprendersi? Molti millennial negli Usa come da noi, sono ancora a inizio carriera, hanno stipendi bassi. E sono ancora impegnati a saldare debiti di studio o master. Ma il mercato immobiliare, fatto di bolle che esplodono come petardi a capodanno, lamenta un pessimo impatto di questo innalzamento d’età.

Lo scorso anno, fra i nuovi proprietari di case, i millennials erano il 42%.

A suffragio di questa innovativissima e geniale tesi ossia che sti giovanotti acquistano la prima casa come i nonni si dice per esempio, che i millennial tendono a scegliere una casa con servizi condivisi dalla comunità (la sharing economy e il bagno in comune?) e optano sempre più spesso per comprare in città.

Poi i dati si fanno troppo americani e poco applicabili all’Italia: i millennial comprano case che assomigliano molto a quelle preferite dai nonni, ovvero più grandi rispetto ai tradizionali primi alloggi dei loro genitori, i classici mono e bilocali. Spendendo circa 200mila dollari.

«Sì, studiamo da vicino i millennial e vediamo in loro un ritorno a valori “adulti” come il risparmio e la condivisione», spiega Jeremy Wacksman, direttore marketing di Zillow. «Il loro modo di vedere la comunità e l’idea di possedere una casa è tradizionale. Inoltre  non incarnano uno stile di vita così innovativo come potrebbe sembrare dato l’uso smodato di tecnologia che fanno».

Spazi ampi, periferie in fase di recupero e gentrificazione, ospitano il 50% dei millennial mentre il 33% vive in zone più centrali e il rimanente 20% sta in campagna, sposando una green philosophy che è molto in voga.

Si attende per un raffronto divertente la situazione italiana: prepariamoci all’ennesima etichetta virale di bamboccioni.

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