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Ottantadue (82!) appartamenti dove convivere con la fauna selvatica in centro città

19 Luglio 2022
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Per la serie posti fantastici (dove vorrebbero vivere i millennial evoluti) e dove trovarli: abitare ad Amsterdam nel condominio wildlife

Cheppalle sentire sempre le inconcludenti discussioni sull’ambiente che si fanno in Italia. Mai una gioia, mai un’idea che ti fa sentire una speranza, mai una iniziativa per il miglioramento della propria vita che non sia schiava di una politica sempre più lontana dalle persone.

Poi vedi che ad Amsterdam, città in perenne carenza di alloggi si cimentano nella costruzione di 82 appartamenti, nei quali sono ben accetti gli animali selvatici, che dopo i vari lockdown hanno ben deciso di tornare a vivere in città.

Abitare ad Amsterdam tra pipisetrelli e pesci

In fin dei conti ci vuole poco, basta pensare prima di costruire: aggiungere pezzi di habitat necessario per molte specie non umane e consentire loro di creare nidi senza far danni alle facciate. Ne godranno diversi tipi di uccelli e pipistrelli. Basta sfruttare piccoli invasi tra i i piani per ospitare ricci e pesci.

Courtesy B1 Design/cortesia Team AM-VenhoevenCS-DSL

In effetti spesso non si pensa ai vantaggi di ristabilire dei piccoli ecosistemi cittadini. Odiamo le zanzare? Hanno le loro funzioni e se ci sono abbastanza uccelli che se ne cibano, forse non servono i trattamenti chimici. «Stiamo puntando alla protezione di alcune specie di animali che ora in città corrono dei rischi come passeri, pipistrelli o alcuni tipi di farfalle, e abbiamo cercato di ricreare il loro habitat perfetto all’interno di questo edificio», dice Jos-Willem van Oorschot, architetto, partner e direttore di VenhoevenCS architecture+urbanism , che ha collaborato con DS Landschapsarchitecten sul design di questo condominio wild.

Courtesy B1 Design/cortesia Team AM-VenhoevenCS-DSL

Il luogo scelto per il progetto è un’isola su un fiume vicino al centro di Amesterdam. Ospitava un impianto di trattamento delle acque reflue e si sta trasformando in un quartiere sostenibile e senza auto.

Andiamo allo zoöp

Il nuovo edificio, chiamato Proto-Zoöp Zeeburg , utilizza un modello unico di zoöp (abbreviazione di zoöperation, è una combinazione di coop e zoe , la parola vita in greco.che obbliga i capi progetto a includere sempre una innovazione che rappresenti interessi non umani.

Un progetto a terrazze, simile al nostro Bosco Verticale, ma più efficace nel creare micro-habitat con piante ad hoc e sistemi di raccolta dell’acqua piovana che serve sia per irrigare che per mantenere in salute gli ambienti acquatici.

Non immaginiamoci un’operazione di green washing: laddove i professionisti hanno voglia di confrontarsi con altri professionisti, non esiste il rischio di creare acquari condominiali per fare bella figura con gli ospiti.

«Ci sono aree più vicine al suolo che sono più umide, altre più alla luce del sole, quindi sono più asciutte e con l’erba», continua van Oorschot. Cespugli di diversa altezza sono pensati per permettere agli uccelli di nascondersi». Alcuni di loro hanno piante che forniscono anche cibo per uccelli o altri animali”.

 

Courtesy B1 Design/cortesia Team AM-VenhoevenCS-DSL

Nelle facciate, nidi e rifugi per insetti sono addirittura integrati nelle pareti. Gli spazi per i passerotti includono piccoli fori e scatole; le case per i pipistrelli sono più lunghe e più strette. Ogni orientamento delle tane ha direzioni specifiche, in base alle abitudini della specie. Sulla parete sud, gli habitat sono integrati dietro i pannelli solari che generano energia per l’edificio.

Nei pressi della riva del fiume è stato progettato un muro di pietra con fessure per consentire la crescita delle piante e dare ai pesci la possibilità di riprodursi in santa pace.

La costruzione inizierà nel 2024, e il completamento dell’edificio è previsto nel 2026. Quando probabilmente in Italia ancora si starà discutendo di rigassificatori e altre amenità paleoambientali.

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