“Il solito, John!” Cosa ordinare al bar per fingersi esperti di cocktail

13 novembre 2017
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Vuoi fare il figo ma non sai cosa ordinare al bar? Di certo non chiedere una caipiroska. Nell’epoca del “siamo tutti appassionati e esperti di mixology” meglio essere pronti quando il barman ci chiederà: “Cosa ti preparo?” per non sembrare tipi da bancone improvvisati.

 

Cosa ordinare al bar? Non è una questione semplice: per imparare i nomi dei grandi classici, scoprire come vengono creati i diversi spirit, saperli riconoscere e distinguere serve tanto tempo. Ecco qualche trucco per sembrare esperti, senza esserlo.

Prima cosa. Siediti al bancone, ai tavolini lascia gli adolescenti e le coppie che bevono i loro cocktail tenendosi per mano. Gli intenditori si siedono sugli sgabelli per parlare con il barman, per farsi consigliare, assaggiare le novità e, diventati habitué, poter dire: “il solito”.

 

The Botanical Club – gin of the day

Dimentica i cocktail che ordinavi quando avevi 16 anni, tipo sex on the beach, caipiroska e rum e coca. E mai e poi mai ordinare un chupito. Oggi bere bene è un plus, un vanto, dona credibilità, che tu sia uomo o donna. Quindi, ordina un Negroni. E impara la ricetta che tanto è semplice, così se un tuo amico ti chiede: “Cosa c’è dentro?” tu svelto risponderai: “Gin, campari, vermouth rosso”. Ah, il Negroni è un aperitivo, ordinarlo dopo cena non è un granché.

Come pre-dinner puoi anche ordinare un Old Fashioned (bourbon, zucchero, angostura, soda ed essenza di scorza d’arancia): è un grande classico, un po’ démodé come dice il nome stesso, ma è il re dei cocktail. Un altro classico intramontabile è il Martini cocktail (Martini Dry), ma ordinalo solo se sei sicuro di reggerlo a stomaco vuoto, visto che è a base di gin e vermouth dry. Sì: non è a base di gin e Martini dry, infatti sull’origine del nome ci sono diverse teorie. Per qualcuno Martini era il nome del barista italiano che inventò il cockatil nel 1912 a New York, per altri deriva dal cocktail di Martinez (the Professor) e per altri ancora deriverebbe invece proprio alla Martini & Rossi. Non perderti nelle leggende, ti basti sapere di non dover reclamare se il barman non usa il Martini per prepararti questo cocktail.

Se vuoi cavalcare l’onda del gin e del gin tonic, assicurati di farlo nel modo giusto. Gli amanti del gin preferiscono quelli secchi a quelli botanici. Chiedi un London Dry – che non è un’etichetta, ma un tipo di gin. I gin Old Tom, invece sono più rotondi. Tra i migliori London Dry c’è il Fifty Pound, come Old Tom chiedete il gin svedese Herno. Se invece preferite un gin più botanico (non fruttato) ordinate un Geranium o il Botanist. Il gin Mare è troppo pop.

Anche con i whiskey andateci piano. Non perché siano solo da intenditori, ma perché è un attimo prendere un abbaglio. Se chiedete uno scotch (whisky scozzese), chiedetelo liscio, senza ghiaccio. Un errore da dilettante che potrebbe costarvi caro. E i veri esperti bevono lisci anche tutti gli altri tipi di whiskey, da quelli irlandesi, che hanno un profumo meno affumicato dei cugini scozzesi, a quelli degli Stati Uniti, bourbon e Tennessee whiskey. Imparate due o tre nomi che vi facciano fare bella figura. E ricordatevi che la parola whiskey viene dal gaelico uisce beatha che significa “acqua di vita”.

Ora avete almeno qualche dritta su cosa ordinare al bar. Fatene buon uso. Alla vostra!

 

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