Messico e nuvole. Cosa berrete nel 2018? Tequila e Mezcal!

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17 Novembre 2017
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Siete in cerca di amore? Bevete tequila e mezcal. La prima, si racconta, è afrodisiaca, il secondo è caduto dal cielo. Ah, si dice IL tequila, non la tequila. Meglio impararlo, se siete veri bar trender, perché sarà quello che ordinerete nel 2018. Gli spirit desertici del Messico stanno ottenendo sempre maggiore popolarità… ma che cosa sono?

Il gin vi ha stufato e la vodka non vi è mai piaciuta. Oppure, la vodka vi ha fatto stare male e il whiskey non lo gradite. O ancora il whiskey non sapete come ordinarlo e il gin vi fa schifo.

Buone notizie per tutti voi: la nuova tendenza nel mondo degli spiriti solo tequila e mezcal. Non quello che bevevate a 17 anni nel Tequila Sunrise. Dopo anni da distillato di serie B e per palati insperti, tequila e mezcal hanno la loro rivincita ed è probabile che diventeranno i più richiesti al bancone nel 2018.

Lo confermano anche i consumi in continua crescita: scende la vodka, salgono whiskey, gin ma soprattutto il tequila migliore.

La faccia triste dell’America? Col cavolo! Viva Mexico!

Per arrivare preparati, partiamo dalla distinzione tra tequila e mezcal: entrambi vengono distillati dalla pianta dell’agave. Il mezcal viene prodotto con qualsiasi specie di questa pianta, ma in particolare con la Angustifolia Haw, specialmente nello stato di Oaxaca. Rispetto al tequila è più dolce e aromatico.

Il tequila viene distillato solo dall’agave blu. La qualità dipende dalla percentuale di distillato che non deve essere mai inferiore al 51%. La restante parte è formata da sciroppo di mais o da canna da zucchero. A influire sul sapore anche la modalità e la durata dell’invecchiamento.

Messico e nuvole… Si dice che il mezcal sia “una bibita caduta dal cielo”. Il detto nasce da una leggenda: una notte di tempesta un fulmine colpì una pianta d’agave, cuocendola. E in effetti la prima parte del processo di preparazione dei due distillati consiste proprio nella cottura della pianta.

Andando in Messico scoprirete che il tequila e il mezcal sono cultura.

Si bevono lentamente e non si usano solo in situazioni festose. Per esempio nel giorno dei morti (dia de los muertos) l’ultimo sorso viene versato sopra le tombe come addio alle anime!

In base all’invecchiamento il tequila può essere bianco quando viene invecchiato massimo due mesi nelle botti di rovere, reposado quando invecchia da due mesi fino a un anno, e anejo quando riposa più di un anno. Si parla di extra anejo quando il tequila viene invecchiato più di tre anni.

Il mezcal, oltre a fermentare in maniera leggermente diversa, è in genere riconoscibile per il verme che si trova dentro le bottiglie. In spagnolo si chiama gusano ed è un animale che vive all’interno della pianta di agave. L’usanza di metterlo in bottiglia è nata negli anni Quaranta come simbolo di genuinità per gli export in America. Verme = genuino? Sì, perché in Messico i gusanos vengono mangiati fritti con sale e peperoncino.

Ma soprattutto il gusano si dice sia afrodisiaco… Secondo una leggenda (bellissima) infatti, la dea Mayatl che aveva sembianze di agave aveva 40mila seni, stillanti il mezcal migliore del mondo, con cui nutriva i suoi sudditi. Un giorno nel suo cuore prese vita un gusano. Questa presenza la fece innamorare del guerriero Chag. Le attenzioni per lui erano troppe: cadde svenuto. Per riportarlo in vita la dea lo attaccò al suo seno più bello e gli donò il gusano. Appena lo mangiò, Chag si trasformò in divinità immortale e grazie alle doti afrodisiache del verme amò la dea per sette giorni e sette notti.

La realtà, purtroppo, non supera mai le leggende. Il verme rilascia una sostanza chimica che per molte specie animali è in effetti un afrodisiaco, ma non lo è per l’uomo. Ma una donna che vedrà un uomo mangiarsi un gusano impregnato di mezcal senza fare smorfie sarà già conquistata (oppure lo mollerà seduta stante: insomma, in tutti i casi o la va o la spacca)… per i sette giorni e le sette notti, invece, non si conoscono trucchi.

Se volete approfondire la vostra conoscenza di tequila e mezcal, fate un giro al locale La Punta Agaveria, a Roma. Cristian Bugiada e Roberto Artusio dopo molti viaggi in Messico, e precedenti esperienze, hanno deciso di aprire un locale tutto dedicato alla pianta dell’agave e alla cucina messicana. Sul sito si legge: “No era amor, eran las copas”.

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