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Isola Milano: simbolo di una rinascita o distruzione di un mondo?

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5 Ottobre 2017
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E se fino all’altro ieri ti vergognavi brutalmente nel dire “abito all’Isola” oggi, complice il mitologico Bosco Verticale ed il neonato quartiere Porta Nuova, puoi gridare:”Ueh, testina, sto in Isola Milano!”. Ma ha davvero senso vantare con orgoglio e snobismo il tuo indirizzo “isolano meneghino”?

Perché poi, parliamoci chiaramente, la “vera zona” fighetta dell’area adiacente al Bosco Verticale è l’Isola Milano! Sarà mica un quartiere Porta Nuova, dai. Milano è mica Dubai, che è tutto nuovo. A Milano per essere un quartiere vero devi avere come minimo un qualche centinaio di anni di storia e l’Isola, di storia, ne ha fin troppa.

Ecco, allora, una piccola cronistoria per dummies di questo quartiere in cui riccanza e povertà si intrecciano quotidianamente causa gentrificazione.

“Gentri che?” ti stai chiedendo; hai ragione, zio. Non tutti possono essere sempre sul pezzo in quanto a neologismi e neovocabolari cazzuti creati ad hoc per far sembrare tutto incontestabilmente pheeego (come diciamo a Milano). La “gentri che?” è la definizione stessa dell’Isola: un quartiere schifo al limite del malfamato che poi si trasforma in zona fighetta. Un po’ come furono Greenwich a New York e Notting Hill a Londra, l’Isola è oggi incontestabilmente cool.

Eccoci, allora, con 3 secondi di cronistoria isolana dedicati ai neofiti della zona: l’Isola deve il proprio nome al fatto che, in passato, era isolata dal resto di Milano causa naviglio, ferrovia etc etc che la tagliavano fuori dal mondo civilizzato (che per un Milanese è il centro della città). Tra Piazza Lagosta e Piazza Segrino sorgeva il cimitero della Mojazza in cui vennero sepolti personaggi del calibro di Cesare Beccaria, Melchiorre Gioia, Giuseppe Parini, Francesco Melzi d’Eril. Mica pizza e fichi. Il cimitero veniva chiuso nel 1895. Sempre all’Isola si trovavano (e trovano tuttora)  le mitologiche Fonderie Napoleoniche che  forgiavano praticamente tutte le campane e le statue più imponenti del nord Italia ivi compresa la statua equestre dedicata a Vittorio Emanuele II che vedi in piazza Duomo a Milano.

Oltre a ciò, in passato, l’Isola Milano era il quartiere della malavita cittadina. Niente import o export in quanto a delinquenza, ma una rassicurante congregazione oriunda di teppe (in milanese delinquenti appunto) dedite a scippi e maneggi vari.

E quale era il simbolo dell’Isola anni ’80? Sicuramente la Stecca (degli artigiani). Edificio nato come aggregazione di laboratori artigiani, successivamente centro-sociale tra il bolscevico-rivoluzionario ed il centro di ricreazione proletaria; oggi morto e defunto causa Porta Nuova.

Arriviamo così ai giorni nostri e alla gentrificazione che ha ridisegnato il quartiere in quanto a flora e fauna. La flora ne ha giovato brutalmente: è infatti in fase di ultimazione il parco denominato Biblioteca degli Alberi su cui si affacciano Torre UniCredit; Bosco Verticale e case di ringhiera tipiche della Vecchia Milano.

La fauna si è darwinianamente evoluta (o involuta a seconda dei punti di vista) facendo sì che accanto al vecchietto che vive nelle case popolari di Piazza Lagosta si palesi la nota sciura di Milano del Bosco che, al mercato, sfoggia il solitario da 2 carati. L’anello da povero insomma che, durante le serate alla Scala, la sciura in oggetto sostituisce con quello da + 5 (carati) dedicato alle occasioni che contano.

Ma non finisce qui… Succede anche che nella storica Trattoria da Tomaso, che fino a pochissimo tempo fa era quasi esclusivamente la trattoria della mala milanese, si trovino oggi assisi i ricchissimi inquilini del Bosco Verticale che, dopo la riunione di condominio indetta per decidere quanto dare di mancia ai giardinieri dello stabile (10 o 20k euro all’anno per gratificarli un minimo?), si ritrovano per mangiare ossobuco e polenta dimenticando per un attivo quelle psico-minchie di diete detox che tra i ricchi vanno tanto di moda (sarà per questo che Anche i Ricchi Piangono? Perché hanno sempre fame causa dieta crudista?).

Ed ancora… i tuoi amici che abitano all’Arco della Pace, quando vengono a casa tua all’Isola Milano, iniziano a dire: “che bella che e’ ‘sta zona; oltretutto siamo anche vicini. Ci mettiamo 10 minuti in bici passando da Gae Aulenti”. E allora tu, che pensavi di essere il più povero del mondo; il più sfigato della compagna; il più periferico di una MilanoMilano sempre ed incontestabilmente snob, ti esalti e guardi al Manfredi Catella (fautore di tutto il circo Porta Nuova / Bosco Verticale) come al novello Spartaco e non come allo stronzo-avido che, per soldi, ha trasfigurato questo bel quartiere nazional-popolare che tanto ti piaceva 15 anni fa quando decidesti di comprare casa all’Isola e che, ora, sta diventando fin troppo radical-chic.

Ma questo è il mondo; questa è la vita; questa è la crescita di una città!

PS: gossip sul Manfredi (Catella). Fino a pochi anni fa, una volta all’anno, il Manfredi organizzava per tutti gli abitati della zona una cena gratuita preparata dalla Trattoria da Tomaso. A raccontarcelo è stata “la trattoria stessa”. Dicono che al riccastro costruttore, l’Isola Milano, è sempre piaciuta. Quell’Isola che lui – incontestabilmente – ha migliorato o peggiorato (questione di punti di vista).

Vuoi vivere l’Isola storica, ciapa:

Osteria degli Antichi Sapori – La prima Trattoria “nuova” ad aver creduto nell’Isola
Via Carmagnola 3

Trattoria da Tomaso – La Trattoria storica che resiste stoicamente
Via de Castillia, 20

Gelateria Siciliana – Il Curtò, ovvero il siciliano che conosce tutti
Via Volturno, 46

Mercato comunale – Il mercato che nei progetti futuri potrebbe chiudere i battenti
Piazza Lagosta

Vintage – Negozio di abbigliamento vintage  storico
Via Garigliano, 4

Vuoi vivere l’Isola Milano neo-fighetta, ciapa:

Wood*ing – Bar stra figo con concept assoluamente da scoprire
Via Garigliano 8

Boattta – Ristorante fighetto aperto da poco
Piazza Segrino,1

Miele – Piscina della Milano snob
Via Porro Lambertenghi, 12

Fiordiponti – La focaccia di Santa sbarca in un Isola (non greca… ma milanese)
Via Pollaiuolo, 9

VisionOttica Astarita  – Anche le catene di negozio iniziano a sbarcare all’ISola
Via Angelo della Pergola angolo Via Borsieri

 

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