Narcisi a chi? Il narcisismo millennial, Simon Sinek, mami e papi. Cosa c’è di vero?

Alice Busi
10 Giugno 2017
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Si tratta di un vero e proprio testa a testa tra chi è più infastidito: i millennial perché il mondo non funziona nella maniera in cui si immaginano e e si erano immaginati e le altre generazioni perché considerano i millennial dei babbi. Cosa c’è di vero nel video di Simon Sinek?

Una verità non dovrebbe diventare dogma. Eppure oggi con la questione del narcisismo millennial non c’è chi non creda alla storiella che tutte le attenzioni, i trattamenti speciali e il sostegno emotivo che i genitori hanno dato ai loro figli millennial hanno portato a una generazione babba, pigra, sempre in para, apatica. Questo è ciò che si dice e si pensa dei millennial. E questa è una delle ragioni per cui al termine millennial è associato il sottotitolo di generazione più narcisistica di tutti i tempi.

Come cavolo è successo? Come ogni generazione anche questa si deve beccare la sua dose di supercazzola sociologica generazionale: si dice che la mancanza di una grave crisi economica nel corso dell’infanzia dei millennial sia stata fatale per la loro evoluzione sociale e professionale. Altri puntano il dito contro mami e papi che, convinti che il loro figlio fosse speciale ed eccezionale, non si sono sentiti in dovere di mettere in guardia i ragazzi sugli standard della società e i sacrifici richiesti. E altri ancora incolpano la società per aver sempre premiato il bambino, anche per i suoi fallimenti. Qualunque sia la causa, è abbastanza inutile negare che i tratti di narcisismo ci sono. Però bisogna anche dare il giusto senso al concetto psicologico di narcisismo.

Perché diciamolo, di per se non si tratta di una malattia e i millennial non sono narcisisti di natura.

Il narcisismo è un elemento naturale della psiche umana: è ciò che ci spinge ad andare avanti cercando gratificazioni in ciò che facciamo. Senza un sano narcisismo non si raggiungerebbero vette in nessun ambito della vita. Perché il bisogno di ottenere soddisfazione e riconoscimento dagli altri è il carburante delle nostre idee.

A volte è troppo, e questo è il caso della generazione Y.  Ma non si nasce con un eccesso di narcisismo, nessun mllennial nasce iper narcisista e per questa ragione non dovrebbe essere considerato come tale solo per definizione. Bando alle catalogazioni allora, non facciamoci etichettare, non accettiamo etichette superficiali. Capiamo questa generazione e i suoi eccessi narcisisti.

  • Enorme senso di auto-importanza

    Questo a volte si manifesta sotto forma di atteggiamenti che danno l’impressione della mancanza di voglia di lavorare duramente per autoaffermarsi. La pigrizia è sempre esistita, e non è questo il caso. Piuttosto i millennial sono vittime di un pensiero magico: quello di poter ottenere qualunque cosa senza fare il minimo sforzo. Il risultato è che talvolta non si impegnano e molte volte non ci provano nemmeno. Risultato? Frustrazione, o, peggio, depressione. Hai voglia poi a tirarti su con i fidget spinner

  • Fantasie di successo illimitato e meritocrazia tv

    I videogiochi fantasy, i talent show, le baruffe da reality rischiano di  sostituire realtà vera e propria. Nel senso che se nel Grande Fratello abbiamo scambiato gente che seguiva un copione per grandi geni della manipolazione rischiamo di seguirne le dinamiche come ricetta del successo sicuro.  Nel mondo dei videogiochi poi, ci sono infinite possibilità di realizzazione. Scoprire che nella vita reale invece pagano solo  il talento vero, la determinazione, la motivazione, e il farsi il culo, può essere traumatico. I millennial preferiscono la fantasia alla realtà? Ma non è vero! Solo sono più a rischio di diventare rinunciatari. E conseguentemente passare per fancazzisti.

  • Credono di essere speciali

    È il voi e noi la barriera da abbattere del narcisismo millennial: per loro è normale ostentare comportamenti non giudicanti in segno di distacco dalle altre generazioni. Ironia della sorte, affermando che le altre generazioni li giudicano, loro stessi stanno emettendo un giudizio. Ma non è possibile farcela, molti millennial sono inamovibili. E magari ti danno ragione ma a discutere con loro di questo argomento, si perde in partenza.

  • Necessitano di eccessivi apprezzamenti

    È disarmante come i millennial si aspettino di essere lodati per qualunque minima responsabilità di cui si fanno carico… Dobbiamo ammetterlo, ragazzi, il millennial a volte non capisce che è la normalità farsi il mazzo se ti trovi nell’età adulta. Volere sempre il biscottino come un cagnolino da riporto non è saggio. Non bisogna prendersela per i mancati biscottini quando si svolgono mansioni come pagare le bollette o svuotare la lavastoviglie. Ragazzi sveglia! siamo adulti o kidult? Prendiamocela perché siamo sottopagati semmai, ma solo se sappiamo con certezza di aver lavorato tantissimo e di meritare di più.

  • Diritto alla felicitàSembra che tra i millennial ci sia l’attitudine comune ad avere come obiettivo nella vita quello di mantenere un costante stato di felicità. La felicità non si merita, la felicità è uno stato che dipende dal sapere accontentarsi e vivere il presente, dal farsi il culo con passione. Ma la verità è che lo sappiamo. E ci spaventa.
  • Sfruttamento degli altri

    Quasi una vendetta: mi hai cresciuto senza mettermi in guardia? Bene adesso vivo schienato su di te. I millennial sono eccezionali a fare squadra con altri millennial ma talvolta eccedono nello sfruttamento dei genitori o della famiglia di origine. Le generazioni più vecchie leggono il fenomeno come mancanza di rispetto. E lo è, sapete? Se scoprite che i vostri genitori hanno sbagliato con voi… beh, benvenuti nel club più grande del mondo! Che non vi consentirà comunque di continuare a seguire scorciatoie…

  • Mancanza di empatia

    L’incapacità di provare empatia con gli altri si traduce in relazioni che mancano di una vera intimità. Almeno così dicono psico-socio-antropologi vari. Però questa è una bufala, dai. Questa sì. Questo a sua volta comporterebbe il limitato desiderio di mantenere un impegno a lungo termine con un partner. ma se i millennial sognano il matrimonio! Vedi alla voce Fedez – Chiara Ferragni.

  • Atteggiamento arrogante

    Purtroppo molti millennial sfottono le altre generazioni e le loro decisioni, convinti che avrebbero potuto fare molto meglio. Chi lo fa tende a ignorare l’importanza di anni di esperienza, magari sminuita dal fatto che la tecnologia oggi rende tutto più facile e accessibile. Però questo forse è il difetto su cui lavorare di più. Perché l’arroganza ci impedisce di imparare dagli errori degli altri e quindi di crescere.

Questa carrellata di difettucci è antipatica. Anche perché messi tutti insieme ci fanno sentire belli antipatici. Ma alla fine sono etichette, categorie che usiamo per sforzarci di capire. Lo stesso video virale di Simon Sinek finisce per togliere buona parte delle colpe ai millennial. Meno male, perché non è così veramente che vivono i millennial. Non deve per forza essere così neanche nei casi delle critiche più vere.

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