Come organizzare eventi? All’opposto di come fanno le pr italiane

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3 Ottobre 2017
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Come organizzare eventi può sembrare una preoccupazione faceta. Eppure, capita che il tema inneschi dibattiti su entrambe le sponde dell’Atlantico. Non è che le pr italiane, da gran signore, siano diventate parvenu?

Sì è molto polemizzato, nelle ultime settimane, sull’articolo del NYT che descrive, in modo molto critico, il panorama della moda a Milano. Dura e motivata è stata, soprattutto, la reazione di Stefano Gabbana.

Certamente, il sistema moda italiano ha perso il ruolo centrale che aveva nel mondo negli anni ’90 ed all’inizio dei 2000. Molti marchi ormai non sono più italiani, buona parte della produzione è stata spostata, da tempo, all’estero. Di “made in Italy” nel prodotto finale c’è spesso molto poco, in alcuni casi si attaccano solo i bottoni in patria per poter avere il marchio.

D’altro canto il mondo della moda, a Milano, è diventato via via sempre più autoreferenziale. Anni fa  c’erano molte più interazioni con altri gruppi produttivi. Per non dire, addirittura, sociali.

Spesso, in Italia, la politica viene accusata di non favorire questo sistema. Sistema che però ha dei comportamenti surreali dal punto di vista istituzionale e delle relazioni pubbliche.

Porto un recentissimo esempio. Per non citare sempre Milano quale palcoscenico d’Italia, prendiamo l’esempio di Venezia. Qui, ogni settembre, c’è la Mostra del Cinema, finanziata dallo Stato. E’ un appuntamento niente male nel panorama cinematografico internazionale. Come organizzare eventi in questo contesto? Ci sono due possibilità.

E’ tale la centralità della manifestazione, che, anche quest’anno, come sempre, alla serata inaugurale, erano presenti il Presidente della Repubblica, vari ministri, sottosegretari, il Presidente della Regione, etc. Un parterre di tutto rispetto insomma. Nonostante l’indubbia importanza dei presenti, la serata si è svolta, secondo protocollo, con grande tranquillità e classe. Alla cena d’onore, dopo la proiezione, era stata organizzata un’area dove erano assegnati i posti a sedere per gli invitati più autorevoli, ma anche tutti gli altri avevano lo stesso menù e tavoli a disposizione.

Parallelamente, Vanity Fair ha avuto l’idea di organizzare una “contro-cena” a Ca’ Rezzonico. E’ questa l’ “altra” possibilità su come organizzare eventi alla Mostra.

Un fatto del genere sarebbe inconcepibile nella francese Cannes, là c’è un rispetto istituzionale diverso. La cosa più incredibile è che nessun commentatore abbia rilevato la questione. Però, dietro le quinte ci sono state varie “lavate di capo” per questa scelta.

Ca’ Rezzonico, tra l’altro, non è neanche proprietà privata ma un museo civico. Per cui si è arrivati al paradosso di utilizzare una struttura pubblica per fare un contro-evento ai danni delle Istituzioni stesse.

Comunque, posso garantire che il cast del film era presente alla cena di onore con le autorità: sono andati all’altra, “loro”, cena solo in un secondo momento.

Questo è stato un tipico caso, tutto italiano, di autorefenzialità di un certo mondo che, alla fine, danneggia sopratutto se stesso.

Negli ultimi anni il mondo delle relazioni esterne, delle cosiddette PR, si è completamente allontanato dall’etichetta e dal galateo.

In passato molte signore “bene”, più o meno nobili, si sono occupate di pubbliche relazioni, diventando maestre su come organizzare eventi, di comporre le famose “liste” per le feste.

Col passare degli anni è diventata invece un must la laurea specifica, che insegna come organizzare eventi. Però, come ad economia o ingegneria la base è la matematica del liceo, per le PR dovrebbe essere la buona educazione. Mentre nelle prime si continua a studiare la matematica, nei corsi di comunicazione non esiste un esame dedicato al protocollo.

Durante l’appena trascorsa fashion week a Milano ci sono state tante feste considerate “l’evento dell’anno”, almeno una al giorno, se non di più. Tutte, con settimane di anticipo, sono state pompate dalla stampa, di settore e non. Alcuni giornalisti non hanno saputo quale evento elogiare di più o quale “specialista di PR” incensare maggiormente per l’organizzazione degli stessi, salvo poi parlarne malissimo al di fuori dei canali ufficiali.

 

Castello Gobbi

Senza entrare nello specifico, vorrei sottolineare solo un certo trend, su come organizzare eventi, che sta lasciando sconcertati me e tante altre persone “vecchia scuola”: ormai è diventata prassi avere invitati di serie A e di serie B. C’era chi ha fatto feste con inviti alla stessa ora: alcuni in una sala mangiavano e altri in un’altra area no; chi ha invitato alcune persone ad un orario e gli altri in massa due ore dopo, magari facendoli aspettare in fila più del dovuto; chi ha fatto cenare alcune persone e lasciato gli altri in piedi a guardare attorno. Un panorama desolante insomma. L’Esclusività è la parola d’ordine. Creare quindi varie classi sembra un’ottima strategia mediatica ad una certa Modah. Ci sono i “Noi”, gli “Altri” ed infine gli “Esclusi” che non vanno neanche al “dopo”.

Si vuole avere un evento mediatico usando come strategia di “Comunicazione” il fare, in parallelo, un invito elitario ed uno di massa per creare la caccia all’invito stesso. Avendo così più foto e risonanza suoi social e sulla stampa. In questo modo si risparmia.

Immaginiamo per un attimo di essere invitati ad una festa di matrimonio e di trovarvi gli altri invitati che mangiano mentre noi ci prendiamo un prosecco. Con calma la sposa, se ha tempo, passa a salutarci (ma da lontano), getta il bouquet e dopo tutti a casa. Per il Nuovo Galateo di certe pubbliche relazioni ciò è normale ed auspicabile. Nel mondo “vero” invece si fanno due eventi diversi: un pranzo di matrimonio e poi un cocktail per altri in data diversa.

Questo, per fortuna, non è un discorso che vale per tutte le persone attive nelle PR e per tutte le aziende, è diventato però terribilmente dilagante e, ormai, maggioritario.

Porto però degli esempi in “positivo”, che ancora sanno come organizzare eventi con un certo buon gusto. Una rivista più “egualitaria” come Rolling Stones ha organizzato un evento a Palazzo Mezzanotte, con numeri imponenti, andato avanti dalle 21.30 alle 3 di notte (di domenica sera) senza che finissero i drinks per nessuno, c’era anche un simpatico buffet, semplice ma abbondante.

A settimana della moda conclusa, inoltre, c’è stata la festa per i 175 anni di Gobbi 1842 organizzata al castello sforzesco. Non badando al risparmio, hanno voluto fare un evento in grande stile senza affamare una parte degli invitati. Tutti in seria A quindi. Ormai eventi del genere sono rari. Non a caso degli inviti si era occupata anche una storica professionista come Allegra Bossi Pucci.

Da una parte, quindi, non si può dare completamente torto ad una certa stampa straniera che denuncia, di tanto in tanto, il nostro ambiente come “provinciale”. Forse re-imparare un po’ di protocollo potrebbe aiutare.

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