Sentirsi soli a Milano è normale, ma il San Patrizio di Jameson mi ha salvato

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18 Marzo 2019
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“Questa cosa di Milano, ti ritrovi da solo, circondato da persone sedute accanto a te ma così distanti. Hai ragione, ho la stessa sensazione quando “mangio la pizza e sono il solo sveglio in tutta la città”. Cito Calcutta, ahimè, per dire che sentirsi soli a Milano è normale.

Dopotutto “Milano è una corsia di un ospedale” canta. Passi il tempo a fare la fila per tutto, anche il sabato sera, la fila per entrare, la fila per il bancone del bar, la fila per andare in bagno. Passi più tempo in fila che a ballare: è assurdo.

Siamo sulla metro, stiamo andando alla festa organizzata da Jameson in onore di San Patrizio. Che poi, quella di San Patrizio per noi Millennial è una scusa come un’altra per festeggiare e non sentirsi soli a Milano .
“Non soffro se mi sento solo soffro solo se mi fai sentire dispari” – cito i Marta sui tubi
per ricalcare la sensazione e ribadire il fatto che tutto ciò che diciamo ormai può essere una canzone indie.

Anche i Millennial di Roma, Napoli, Torino, Catania, Firenze e Bari si apprestano a festeggiare come noi e questo ci fa sentire meno lontani, meno soli. Non è forse l’alcool un lubrificante sociale per accorciare le distanze?
Per arrivare passiamo sui Navigli, musica folk irlandese suona dalle finestre. I musicisti sono sui balconi, la musica in strada. La cosa stupisce e incuriosisce.

Una fila lunghissima fuori dall’evento che stavo aspettando da qualche giorno. I più temerari in canottiera nonostante il freddo. A proposito di coraggio: “Sine Metu” recita il motto latino di Jameson, ovvero “senza paura”. Sembra che gli irlandesi qualcosa da noi l’abbiano presa: che ora ci diano indietro questa festa.
Milano è piccola, penso, così piccola che alla fine in quel tram in cui pensavi di non incontrare nessuno alla fine qualcuno che conoscevi c’è.

Il Jameson penso sia perfetto non solo per non sentirsi soli a Milano ma anche per i cocktail, ed inizio a vedere il bicchiere mezzo pieno.

La band suona un pezzo che parla di un marinaio con una gamba sola, come il pubblico che ballando salta senza volerlo su una sola gamba.

Se vediamo il bicchiere mezzo pieno possiamo vedere quel tram pieno di nuove persone da conoscere.

Riempiamo il bicchiere e tiriamo giù. “Shot”, che in pratica significa sparare. Non credo sia un caso che nel film American Sniper il protagonista tiri giù degli shot di Jameson Whisky con la futura moglie. Già, l’ha conosciuta proprio in quel bar, sua moglie,
perché non si è detto “sono solo in questo bar” ma ha avuto il coraggio di avvicinarsi e parlare con qualcuno, aiutato dall’alcool.

“Mangio la pizza e sono il solo sveglio in tutta la città,
bevo un bicchiere (di Jameson Whisky) per pensare meglio”

Ora basta indie, indietreggiamo. Indietreggiamo sì, ma per darci la spinta e pogare.
Noi Millennial abbiamo bisogno di un miracolo di San Patrizio per riprenderci dal fine settimana, ma il futuro è verde come il vetro delle bottiglie.

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