Starbucks Milano inaugurazione: i Millennial preferiscono vecchi baristi o turbobeveroni?

Sovranisti in tazza piccola vs mondialisti in tazza grande

1 settembre 2018
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Starbucks Milano inaugurazione. Quello che aprirà il 6 settembre in piazza Cordusio, nell’ex palazzo delle Poste, sarà il punto vendita più grande d’Europa.

 

Una specie di torrefazione infighettata, in cui quelli che non hanno proprio niente da fare potranno starsene lì a guardare come si lavora il caffè, come fanno già gli sfaccendati starbuksiani a Shanghai, Seattle e nel futuro anche a New York. Ma i Millennial preferiscono l’espresso servito dal vecchio barista con la brillantina, o i turbobeveroni americani?

A proposito dell’inaugurazione di Starbucks a Milano, c’è chi dice che era ora, tanti vecchi bar con pessimo servizio, quelli che la mattina c’hai già le palle girate e ci mettono dieci minuti per darti ‘sto benedetto caffè, adesso dovranno migliorarsi o chiudere baracca e burattini. C’è chi al contrario dice che no, l’inaugurazione di Starbuks a Milano è il cavallo di troia portato dentro le mura del più sacro luogo italiano, il buon vecchio bar con gli unici espressi decenti che puoi bere al mondo e la gazza sporca di briciole di brioche, per americanizzare definitivamente il nostro stile di vita. Di nuovo, sempre e comunque: mondialisti in tazza grande vs sovranisti in tazza piccola.

In realtà Howard Schultz, il vero fondatore della catena staunitense nonché diabolico inventore del famigerato Frappuccino, dice di essersi ispirato proprio ai bar italiani visitati nel 1985 tra Milano e Verona per lanciare Starbucks. Certo, negli altri 28 mila store sparsi in 77 paesi di italiano c’è poco, con quei dolci burrosi formato focaccia e quei beveroni da dissetare un cammello. Eppure, i Millennial italiani emigrati in altri paesi li frequentano eccome: c’è chi ci rimorchia studentesse a Shanghai, chi scrocca per ore e ore il wi-fi a New York, così da chattare con gli amici Millennial rimasti in patri tra ottimi caffè e pessima economia.

Pare che nella nuova caffetteria di pazza Cordusio verranno serviti bibite ristrette, adatte al gusto tricolore, e cocktail snobbettini-meneghini e piatti come quelli di mammà. Sarà solo una subdola strategia di accerchiamento yankee e, nel giro di pochi anni, ci ritroveremo con nonne che la domenica cucinano cheese burger invece di tagliatelle? Chissà. Se le prossime inaugurazioni di Starbucks a Milano saranno a in zona Garibaldi e, forse, a Malpensa, resta una sola certezza: gli unici che sopravviveranno sicuramente saranno i bar dei cinesi.

 

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