Dove andare in vacanza a settembre se sei un millennial con una settimana al massimo

20 agosto 2018
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Sono decenni che gli italiani tentano di raccontarsela: che andare in vacanza a settembre è meglio, che c’è meno gente. Un tempo si mandavano cartoline ai colleghi in ufficio per vantarsi di essere con le chiappe in vacanza in autunno mentre gli altri soffrivano.

Oggi, il millennial alle prese con partite iva, pochi quattrini, contrattini soggetti a metamorfosi si chiede: Perché andare in vacanza a settembre? Perché costa meno, certo. Visto però che le giornate sono più corte e il millennial è “affezionato” alla vacanza da 1 settimana, ecco che è bene escludere mete tipo Las Vegas (lo so, ci piacerebbe) o Tokyo. E quindi la domanda diventa: dove?

Dove andare in vacanza a settembre? Nel Salento alternativo alla Cisternino milanesizzata. E poi, sì, c’è un Salento economico: Marina di Mancaversa è l’angolo salentino che fa da contraltare anche alla dalemiana Gallipoli. Troverete pugliesi più affabili rispetto ad agosto, temperature più gradevoli, tielle con i controcojoni e una natura che vi stupirà.

Photo: Franco Mantegani

Dove andare in vacanza a settembre? Alle SAGRE di paese, che domanda. Come scrive il nostro dandyrettore Enrico Dal Buono in La provincia è sagra (Historica) per i millennial esportati nelle grandi metropoli europee c’è un momento in cui il richiamo della sagra di provincia è inevitabile: «Le sagre sono feste di partito senza partito, dove l’Italia è viva, fa la fila per mangiare le rane, batte le mani alle coppie di musicisti dilettanti, gli animali sono trofei, i maschi si sfidano a restare in piedi sul Tagadà, si incontrano ventenni che fanno i volontari e sindaci che si dispiacciono perché le persone sono sempre di meno». Se non sapete quale sagra scegliere per la vacanza settembrina date una letta a questa guida, pura saggezza millennial!

La provincia è sagra, di Enrico Dal Buono (historica)

Dove andare in vacanza a settembre? A Marrakech per fare un serio radical chic watching degli intellettuali in esilio. I radical chic ci vanno sempre perché si sono fatti la casetta lì e perché qui in Italia ormai tutti li odiano. Ma da loro, prima, dobbiamo imparare la strategia dei voli: mai volare a Marrakech a Pasqua, a maggio o a giugno. I prezzi dei voli crollano a settembre. Partire verso il tepore erotico della Jāmi’ el-Fnā è facile e relativamente a portata di millennial: prenotare la migliore Riad, concedersi un tè alla menta sulla terrazza del Café de France, e una notte Chez Alì, per una cena trash tra cavalieri armati e centinaia di tribù berbere che urlano in modo diverso. Così tanto per fare una pausa dal radical watching.

Dove andare in vacanza a settembre? In Trentino, nella valle dei laghi per fare il corso di giochi di intelligenza con il proprio cane. E scoprire la patata viola del lago di Ledro. Immersi tra le Alpi, nella natura della Valle dei Laghi, a metà strada tra Trento e Riva del Garda c’è il Lago di Cavedine, e la scuola cinofila D’Anima. Il posto migliore dove rifugiarsi quando i troppi umani vi hanno frantumato gli zebedei. A pochi km, c’è la patata viola, particolarmente buona, colorata e ricca di proprietà. Amata e ricercata dagli chef di tutto il mondo la patata viola è ottima per preparare gli gnocchi, zuppe ed altri piatti prelibati che potrete gustare grazie a Menu Ledro: 22-23 settembre e 6-7 ottobre.

Esercitazione con i cani da salvamento a Cavedine


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Dove andare in vacanza a settembre? Ad Attrap’ reves. Sì romanticoni qui potrede davvero dormire in una bolla trasparente o in altri bozzoli colorati, rifugi a stretto contatto con Madre Natura. Per poeti, millennial new age, coppie davvero innamorate.

L’Hotel Bolla di Attrap’ Reves, sud della Francia

Dove andare in vacanza a settembre? A Llanes per la gara di escancio del sidro. La strana enclave iberica che parla diverso e beve celtico, tra montagne e taverne che sembrano case degli hobbit, a settembre offre lo spettacolo dell’escancio, ovvero quella particolare capacità di riversare il sidro dalla bottiglia al bicchiere di vetro sottilissimo.

Una sidreria asturiana

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