Andrea Pinketts, ciao e grazie per averci lasciato Udo Kuoio e Lazzaro Santandrea

20 dicembre 2018
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Salutiamo Andrea Pinketts, giallista e uomo della Milano sgangherata del secolo scorso

Andrea Pinketts è morto stamattina all’Ospedale di Niguarda a Milano a 57 anni. Probabilmente lui stesso si sarà chiesto come mai non sia successo prima. Noi possiamo soltanto dirgli grazie per i personaggi dei suoi libri gialli, Lazzaro Santandrea e tutti quei milanesi spaesati e spassosissimi.

Grazie per aver affinato quella scrittura politicamente scorretta che ti tiene attaccato. Grazie per i titoli geniali dei suoi libri, che senz’altro erano farina del suo sacco. E grazie Andrea Pinketts (all’anagrafe Andrea Pinchetti) anche per aver portato avanti un genere, il giallo che oggi appare in disuso ed è sovrastato da romanzi intimisti ed egorifertiti.

Lo salutiamo con le sue stesse parole, quelle che ti obbligano a scrivere su te stesso quando ti pubblicano i libri. Questo pezzo proviene dal libro L’ultimo dei neuroni pubblicato da Mondadori nel 2005.

«Andrea Pinketts nasce a Milano nel 1961 sotto il segno del leone ascendente ariete, sin da piccolo dimostra una pertinace tendenza all’insubordinazione e alle armi da fuoco, specialmente a quelle puntate contro di lui. Studi irregolari, espulsione dal liceo linguistico per aver malmenato il preside, disossandolo.

A 17 anni da prova di resistenza nella giungla urbana quando, essendo rimasto chiuso all’interno di un cinema periferico a causa di un colpo di sonno indotto da una bottiglia di whisky tracannata durante la proiezione di Tre contro tutti, demolisce il portone del cinema a colpi di mannaia.

Dopo dodici giorni di servizio militare evade dalla caserma dei Granatieri di Orvieto e, per evitare spiacevoli conseguenze, si finge psicopatico.

Tra le sue attività annoveriamo: fotomodello, cacciatore di dote, istruttore di arti marziali, giornalista investigativo (premio Una Remington per la strada, 1991). Le sue inchieste sul settimanale Esquire hanno visto Andrea Pinketts, di volta in volta sviluppare l’arte del trasformismo diventando negro, barbone, viado, satanista, pornodivo con lo pseudonimo di Udo Kuoio il re della frusta.

Ha sempre avuto una passione sfrenata par le cattive compagnie, la letteratura, i bar equivoci, i sigari e le donne. Non necessariamente in questo ordine».

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Andrea Pinketts ha pubblicato:

  • 1991 – Lazzaro, vieni fuori, Metropolis
  • 1994 – Il vizio dell’agnello, Feltrinelli
  • 1995 – Il senso della frase, Feltrinelli
  • 1996 – Io, non io, neanche lui, Feltrinelli
  • 1996 – Un saluto ai ricci, Il Minotauro – scritto con Silvia Noto
  • 1997 – L’enciclopedia dei serial killer, 4 volumi, Pulp Press
  • 1998 – Il conto dell’ultima cena, Mondadori; Giallo Mondadori n. 2738
  • 1999 – E chi porta le cicogne?, EL
  • 1999 – L’assenza dell’assenzio, Mondadori
  • 2000 – Il dente del pregiudizio, Mondadori
  • 2001 – Fuggevole Turchese, Mondadori
  • 2002 – Sangue di yogurt, Mondadori
  • 2003 – Nonostante Clizia Mondadori
  • 2004 – I vizi di Pinketts, Edizioni BD
  • 2005 – L’ultimo dei neuroni, Mondadori
  • 2005 – Laida Odius, edizioni BD – storia a fumetti illustrata da Maurizio Rosenzweig
  • 2006 – Ho fatto giardino, Mondadori
  • 2007 – La fiaba di Bernadette che non ha visto la Madonna, Edizioni Il Filo
  • 2011 – Depilando Pilar, Mondadori
  • 2012 – E l’allodola disse al gufo: «Io sono sveglia e tu?», Europa Edizioni – scritto con Laura Avalle
  • 2013 – Mi piace il Bar, Barbera Editore
  • 2014 – Ho una tresca con la tipa nella vasca, Mondadori Editore
  • 2016 – La capanna dello zio Rom, Mondadori Editore
  • 2018 – Lazzaro, vieni fuori, Volume Audiobooks – Letto da Andrea G. Pinketts

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