Antonio Megalizzi: un giornalista radio, un millennial sorridente

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14 Dicembre 2018
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Per chi fa o tenta di fare oggi questo mestiere, la storia di Antonio Megalizzi deve avere un significato. E ce l’ha, anche per chi non l’ha conosciuto

Antonio Megalizzi, 28 anni, di Rovereto, ma residente a Trento, è morto all’Ospedale di Strasburgo, dopo essere stato ferito alla testa dal tragico attentato di domenica 9 dicembre.

Come a 28 anni un professionista così attivo ed entusiasta fosse ancora dentro l’assurda trafila dell’essere riconosciuto giornalista pubblicista dall’Ordine è un fatto che non c’entra molto. Però testimonia quanto sia dura per un millennial arrivare a un traguardo di carriera.

Si occupava di seguire le sedute dell’Europarlamento per Europhonica, un progetto radio legato al mondo universitario. In giro tra le bancarelle del mercatino natalizio della città alsaziana immaginiamo sentisse come tutti quella lieve euforia infantile che accompagna l’atmosfera prenatalizia.

Gli ha sparato un altro millennial di 29 anniChérif Chekatt, già segnalato con la fiche S perché in carcere si era “radicalizzato”, anche se ci era finito per altri reati. Collaboratore per anni con i media trentini, ha scritto per il quotidiano online La voce del Trentino e lavorato con la Rai e con Radio 80 Forever Young di Rovereto.

Per chi fa o tenta di fare oggi questo mestiere, la storia di Antonio Megalizzi deve avere un significato. E ce l’ha, anche per chi non l’ha conosciuto. Era un professionista con la vocazione a raccontare il mondo e non se stesso. Una differenza che i tanti blogger autoreferenziali oggi tendono a ignorare. Antonio Megalizzi rappresenta il giornalismo di oggi, faticoso, spesso malpagato e dal futuro sempre incerto.

La redazione di TheMillennial.it abbraccia i suoi familiari e chiede all’Ordine Nazionale dei Giornalisti di completare l’iscrizione di Antonio Megalizzi. Anche se non c’è più. Perché era uno di noi, uno che ci credeva.

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