Da Hiroshima col botto: apre a Milano il primo negozio ipergiappo di Uniqlo

Kentaro Hara
4 Settembre 2019
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Oh stagh atenti! Preparatevi per l’arrivo di UNIQLO in Italia, marchio di abbigliamento giapponese e soprattutto il preferito del ragazzo giapponese, cioè io. Ecco 5 cose da sapere per essere pronti per il primo negozio UNIQLO.

 

Finalmente UNIQLO, marchio di abbigliamento giapponese, apre i battenti il 13 settembre in piazza Cordusio, dove abitavo prima. In Giappone hanno aperto il primo negozio a Hiroshima, dove abito adesso. Perché a Hiroshima? Era la città più grande vicina a quella dove viveva Tadashi Yanai, fondatore del marchio. Anche perché si dice che Hiroshima è una città di carattere standard dal punto di vista anagrafica in tutto il Giappone, quindi immagino che fosse utile fare il primo test di vendita del loro prodotto.

 

Cosa significa il suo nome UNIQLO?

Il primo negozio in Giappone aperto a Hiroshima nel 1984, si chiamava in inglese UNIQUE CLOTHING WAREHOUSE e inizialmente come abbreviazione del suo nome usavano appunto UNI-CLO. Ma poi quando UNIQLO si è iscritta nel registro delle imprese in Hong Kong nel 1988, hanno per sbaglio scritto il suo nome UNI-QLO, ma poi a Tadashi Yanai è piaciuta quella cacografia. Così hanno deciso di assumere questo nome “sbagliato” come il nome ufficiale. Tuttavia, in giapponese la pronuncia “corretta” è “Yu”niqlo e non “U”niqlo come farete voi giargiana italiani. Stagh attenti! Ahahah

 

Il loro concetto e il termine Fudan-Ghi

Cosa vendono quindi? Il loro concetto è “Fudan-ghi”, cioè Lifewear così come dice il suo homepage in versione italiana. In giapponese il termine “Fudan” significa una cosa quotidiana e casual. Insomma, “Fudan-ghi” vuol dire abiti e vestiti per uso quotidiano. Detto questo, a noi giapponesi vengono in mente, a sentire il nome UNIQLO, le immagini di abbigliamento a prezzo basso ma qualità alta con un design piacevole.

 

Un settantenne ma fortissimo e sicuro della sua impresa

Ha 70 anni, ma è fortissimo. È orgoglioso che UNIQLO va dalla produzione alla vendita di abbigliamenti. E ribadisce, in un’intervista, che questo è proprio il loro punto di forza rispetto a grandi imprese come Amazon e che, avendolo, non metteranno mai i loro prodotti su Amazon. Secondo quanto raccontato da Tadashi Yanai, si può migliorare sempre il metodo di produrre i vestiti e per questo che è sempre orgoglioso che UNIQLO è in grado di produrre merci da sola.

 

Perché ai Millennial giapponesi piace Uniqlo?

C’è un motivo in base all’andamento dell’economia del Giappone! In Giappone a tutte le generazioni piace questo marchio, ma soprattutto ai Millennial, ancora in particolare ai nati tra il 1989 e il 1993. Perché? Quando sono venuti al mondo, il Giappone andava inciampandosi dal punto di vista economico. Negli anni 90 e 00 in cui sono cresciuti, il Giappone gli dava solo una serie di situazioni sfigate nella vita e così senza accorgersene preferiscono cose discrete e non di grande marchio e vivere in modo normale, discreto e modesto. Senza avere tanta voglia di farsi vedere bene.

Questo fa sì che i prodotti di UNIQLO corrispondano ai loro bisogni rendendoli “discretamente” soddisfatti.

Tuttavia, questa storia fa solo una parte della sua storia. Il suo contributo più grande sta nel fatto che ha potuto cambiare la mentalità del popolo giapponese sui vestiti per uso quotidiano. Costo basso, qualità alta e design piacevole.

T’è capì? Vabbè mi fermo qui, e ti lascio andare a visitare il primo negozio UNIQLO a Milano. Ciaone!

 

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