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Tre film per non dimenticare la banalità del male nel Giorno della memoria

Redazione
27 Gennaio 2021
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L’arte del raccontare con le immagini per arrivare al cuore, anche dei millennial che questa storia l’hanno solo vista sui libri di scuola, nei documentari e nei film.

E più di nessun’altra cosa, proprio i film ci aiutano a non dimenticare. Per questo in occasione del Giorno della memoria in ricordo delle vittime dello sterminio portato avanti da nazisti e fascisti, vogliamo proporre tre scene di tre grandi lavori molto diversi tra loro ma accomunati da un unico grande messaggio di speranza.

3° Film: Schindler’s List di Steven Spielberg

Chiunque salva una vita salva il mondo intero

Il momento in cui Oskar Schindler, l’imprenditore che realmente durante la seconda guerra mondiale salvò oltre un migliaio di ebrei dallo sterminio della Shoah, lascia i suoi operai ormai salvi. E l’omaggio dell’anello con la scritta: “Chiunque salva una vita salva il mondo intero”.

2° Film: La vita è bella di Roberto Begnini

Le parole finali di Giosuè nella Vita è bella

«Abbiamo vinto!», ripete nel presente del film il bambino, figlio di Guido (Roberto Begnini), appena ucciso dai soldati tedeschi in fuga.

«Questa è la mia storia, questo è il sacrificio che mio padre ha fatto, questo è stato il suo regalo per me», conclude un Giosuè narratore ormai adulto.

1° Film: Il grande dittatore di Charlie Chaplin

Il discorso finale di Charlie Chaplin

«Mi dispiace, ma io non voglio fare l’imperatore. Non è il mio mestiere. Non voglio né governare né conquistare nessuno. Vorrei aiutare tutti: ebrei, ariani, uomini neri e bianchi. Tutti noi esseri umani dovremmo unirci, aiutarci sempre, dovremmo godere della felicità del prossimo. Non odiarci e disprezzarci l’un l’altro. In questo mondo c’è posto per tutti. La natura è ricca e sufficiente per tutti noi. La vita può essere felice e magnifica, ma noi l’abbiamo dimenticato. L’avidità ha avvelenato i nostri cuori, ha precipitato il mondo nell’odio, ci ha condotti a passo d’oca verso le cose più abiette.

Abbiamo i mezzi per spaziare, ma ci siamo chiusi in noi stessi. La macchina dell’abbondanza ci ha dato povertà, la scienza ci ha trasformati in cinici, l’abilità ci ha resi duri e cattivi. Pensiamo troppo e sentiamo poco. Più che macchinari ci serve umanità, più che abilità ci serve bontà e gentilezza. Senza queste qualità la vita è vuota e violenta e tutto è perduto. L’aviazione e la radio hanno riavvicinato la gente, la natura stessa di queste invenzioni reclama la bontà dell’uomo, reclama la fratellanza universale. L’unione dell’umanità. Persino ora la mia voce raggiunge milioni di persone.

Milioni di uomini, donne, bambini disperati, vittime di un sistema che impone agli uomini di torturare e imprigionare gente innocente. A coloro che ci odono io dico: non disperate! L’avidità che ci comanda è solamente un male passeggero, come l’amarezza di uomini che temono le vie del progresso umano. L’odio degli uomini scompare insieme ai dittatori. Il potere che hanno tolto al popolo, ritornerà al popolo. E qualsiasi mezzo usino, la libertà non può essere soppressa.

Soldati! Non cedete a dei bruti, uomini che vi disprezzano e vi sfruttano, che vi dicono come vivere, cosa fare, cosa dire, cosa pensare! Che vi irregimentano, vi condizionano, vi trattano come bestie! Non vi consegnate a questa gente senza un’anima! Uomini macchina con macchine al posto del cervello e del cuore.

Voi non siete macchine! Voi non siete bestie! Siete uomini! Voi avete l’amore dell’umanità nel cuore. Voi non odiate. Coloro che odiano sono solo quelli che non hanno l’amore altrui. Soldati, non difendete la schiavitù, ma la libertà! Ricordate che nel Vangelo di Luca è scritto: “Il Regno di Dio è nel cuore dell’Uomo”. Non di un solo uomo, o di un gruppo di uomini ma di tutti gli uomini. Voi, il popolo, avete la forza di creare le macchine, la forza di creare la felicità. Voi, il popolo, avete la forza di fare che la vita sia bella e libera. Di fare di questa vita una splendida avventura.

Quindi, in nome della democrazia, usiamo questa forza. Uniamoci tutti! Combattiamo per un mondo nuovo, che sia migliore, che dia a tutti gli uomini un lavoro, ai giovani un futuro, ai vecchi la sicurezza. Promettendovi queste cose dei bruti sono andati al potere. Mentivano! Non hanno mantenuto quelle promesse e mai lo faranno. I dittatori forse sono liberi perché rendono schiavo il popolo.

Allora, combattiamo per mantenere quelle promesse. Combattiamo per liberare il mondo eliminando confini e barriere. Eliminando l’avidità, l’odio e l’intolleranza. Combattiamo per un mondo ragionevole, un mondo in cui la scienza e il progresso diano a tutti gli uomini il benessere. Soldati! Nel nome della democrazia, siate tutti uniti».

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