Asami Terajima, la genZ che si è improvvisata reporter di guerra in Ucraina

4 Marzo 2022
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Chi è Asami Terajima

Nata in Giappone, durante l’infanzia si è trasferita prima a Mosca poi in Ucraina. Questa terra è la sua patria sin dal 2010, e la sente più sua che mai. Asami Terajima ha ventuno anni ed è una studentessa universitaria che fino a pochi giorni fa conduceva una vita normale, destreggiandosi tra gli studi economici e la collaborazione con il Kyiv Independent.

Ma il 24 Febbraio la sua vita è cambiata. Poteva scappare e seguire i genitori in Polonia, dove la compagnia del padre li avrebbe trasferiti. Ma la giovane giornalista ha preferito restare in Ucraina:“no, I’m not going to take the ride”, ha detto.

Perché restare?

Secondo Asami Terajima è necessario che i reporter ucraini rimangano a dare una voce interna al paese. Nonostante ci siano giornalisti da tutto il mondo a fare il punto della situazione sul conflitto, gli autoctoni conoscono il territorio, parlano la lingua, vivono sulla loro pelle lo stato d’animo di chi si sente invaso e vede in pericolo la propria vita e quella dei propri cari. E’ per questo che i giornalisti locali sono fondamentali per parlarci della guerra, dal punto di vista di chi la guerra la sente addosso.

Nonostante la sua riluttanza a fuggire, Asami Terajima è stata costretta a spostarsi da Kyiv pochi giorni fa per trasferirsi in un’altra città ucraina. È necessario portare avanti il sito internet di informazioni e la giovane reporter non si sente in grado di farlo da una zona così a rischio.

Chi resta e chi va

Ci sono cittadini che rimangono in patria poiché arruolati per difenderla, in particolare gli uomini dai 18 anni ai 60. Ma non vanno dimenticati tutti coloro che volontariamente hanno deciso di restare e combattere nonostante avessero la possibilità di fuggire.

Sono molto coraggiosi” dice Asami Terajima.

Profilo twitter di Asami Terajima

 

 

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