I cani che abbaiano mi hanno rovinato la vita (cioè, i loro padroni)

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7 Giugno 2019
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Eccola, sta arrivando con l’anticiclone: è l’estate dei canisti. Preparatevi perché sarà tremenda. I cani che abbaiano mi hanno rovinato la vita.

Se in questi mesi il vicinato vi ha rotto meno le scatole è solo perché eravate stoppinati in casa. Il cane c’era e il canista pure, ma col freddo il tipico verso del cane è smorzato dal vento, dalle notti nere. Adesso arriva il sole, quindi finestre aperte e caldo. Un gran caldo. E cani e cagate di cane ovunque.

In un condominio molto chic di mia conoscenza qualcuno ha provato a chiedere all’amministratore di non far venire il Carlino a bordo piscina. Apriti cielo. Il padrone, noto chirurgo inumano e perfido, può compiere qualsiasi angheria, ma il cane lo rispetta come manco un cristiano. La bestiola di tutta risposta ringhia a chiunque come fosse posseduta dal demonio e emette pura rabbia.

Ti arriva addosso impettito e minaccioso e sbraita quel verso che si insinua nella tua lettura, nel tuo relax. Mentre il padrone non dice niente. Niente.

Perché il canista vede cane, sente cane, vuole cane. Non so dirlo meglio. Gliene frega solo del cane. Di certo non di te.

Mentre scrivo il rapace cane da caccia dei miei vicini abbaia da un’ora. Come sempre a quest’ora che precede la gitarella con pisciatina accompagnato dal suo suddito umano. L’uomo gioisce a suo modo di questa compagnia visto che lo fa vivere fuori casa e quando ci si rapporta è per accompagnarlo a far pipì. Poi rincasa, lo rimette nel recintino ed ecco il suo tempo quotidiano importante che giustifica avercelo tra i piedi.

Ma che roba è? Che senso ha? Il cano vive le restanti ore recintato in un giardinetto e abbaia a tutto ciò che si muove. È stupido, molto stupido. lo capisco da come sbrana le bottiglie di plastica. Io sono nella casa di fronte e non ci sto dentro. Mi entra nel cervello. Ma i miei vicini sono canisti. I loro timpani gioiscano a quel latrato animale, loro o sono sordi o amano quel genere di rumore.

Infatti quando tornano a casa la bestia gli salta incontro ringhiante e sbavante abbaiando a tutto volume. Dice è contenta. Mah. E non smette. Più loro ci giocano e la considerano più abbaia. ‘Sta bestia cana!

Son convinto che se gli esponessi la tesi di Marti (mettergli la museruola) sarei considerato al pari di un torturatore di Abu Graib. Credo che la museruola la si applichi solo ai cani con delle malattie. Non so nemmeno se esiste più.

Ci sarà di sicuro qualche legge che giustamente tutela i cani, ma il buon senso basterebbe. Io non ce l’ho con i cani, ce l’ho con i canisti. Il cane che abbaia è un problema per chi lo sente. La casa è un luogo di raccoglimento, il posto in cui ti riposi. Non è giusto vivere con questo suono in sottofondo.

Se non ti poni il problema tu che sei il padrone c’è qualcosa che non va. Sei come i ciclisti contromano o la gente che parla al cellulare in treno. Per carità queste mie sono ripicche, bizze, sciocchezze. I problemi veri sono altri. Però io non ce l’ho un cane che rompe le palle di notte, non mi scaccolo in treno e rispetto il codice della strada.

Faccio la differenziata, pago le multe, pago le tasse. Insomma dove è la mia tutela? Mica vengo a chiederti il conto a te.

È solo l’inizio, preparatevi. Tra un po’ con la luna piena cominciano ad abbaiare per lanciarsi i segnali con i cani di tutto il vicinato. Inizia uno e lo seguono in dieci. Per ore. La mattina alle cinque sarete svegliati dal concerto di echi incessanti, immotivati per un umano. I canisti niente.

Loro vivono per dormire beati nonostante il casino dei cani che abbaiano e poi vanno felici a raccattare la merda con quei simpatici sacchettini che tengono al guinzaglio, un gadget degrado ormai considerato apice di civiltà.

Che vi devo dire… se a voi sta bene così…

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